martedì 18 luglio 2017

The circle recensione film

The circle recensione film
The Circle

Titolo originale: The Circle
Conosciuto anche come: 
Nazione: U.S.A., Emirati Arabi Uniti
Anno: 2017
Genere: Drammatico, Fantascienza, Thriller
Durata: 110'
Regia: James Ponsoldt
Sito ufficiale: www.thecircle.movie
Social network: facebook

Cast: Tom HanksEmma Watson, Karen Gillan, Bill Paxton, John Boyega, Patton Oswalt, Ellar Coltrane, Ellen Wong, Glenne Headly, Poorna Jagannathan, Nate Corddry, Patton Oswalt
Produzione: Imagenation Abu Dhabi FZ, Likely Story, Playtone, Route One Entertainment
Distribuzione: Adler Entertainment, Good Films
Data di uscita: 27 Aprile 2017 (cinema)


Come buttare alle ortiche un buon argomento seppur un po’ fuori tempo massimo. Si potrebbe definire un pre-distopico, un grande azienda, della stessa tipologia di Google, sta passando velocemente da un offerta tesa ad aiutare il cliente ad una che nello stesso momento lo immagazzina rielabora e controlla, un po’ come il grande fratello.

 Emma Watson con le sue faccette è una giovane leva appena assunta e pian piano scoprirà a sue spese gli schemi dell’azienda. Un adattamento dall’omonimo romanzo un po’ caotico e forse un po’ pretestuoso dato l’alone “teen campus” che regna per tutto il film contesto si più affabile ma anche più ridicolo se visto nella sua totalità. Tecno thriller di Ponsoldt, da lui mi aspettavo qualcosina di più dato che aveva dato prova di un buon talento nei suoi ultimi due film intimi e di sentimento. Ogni tanto la sceneggiatura ha sprazzi diciamo “intelligenti” dato la complessità dell’argomento ma si risolvono alla maniera di un Black Mirror andato a male. Pieno di domande intriganti The Circle prende tutto un po’ troppo alla leggera, anche la sospensione dell’incredulità, spegnendo la suspense ed inserendo personaggi inutili ai fini del plot. Tom Hanks poiché produttore si prende la briga di comparire alcune scenette alla Steve Jobs.
voto : bassissimo

domenica 16 luglio 2017

The Neon Demon film frame ( La trasformazione di Jesse - Sguardo alla fotografia )

The Neon Demon film frame ( La trasformazione di Jesse - Sguardo alla fotografia )

The Neon Demon è un film di N. W. Refn ( opinione qui ) dove, come in tutti i suoi ultimi film, la fotografia e l'estetica soffocante diventa narrazione e cordone ombelicale tra l'opera e il pubblico

Carrellata di frame non relative all'intero film ma  che cercano di mettere in evidenza solo la gestione della protagonista nell'economia della storia con qualche commento( ripetitivo ed inutile ) dato che le immagini parlano da sole.
Qual'è il vostro frame preferito?



Si comincia subito con la protagonista immersa nei colori che ritroveremo spesso durante tutto il film, Elle Fanning è in una posa plastica all'interno di uno studio fotografico, sembra inanimata


quasi una bambola.


Subito dopo la sessione fotografica si fa la conoscenza di un nuovo personaggio che comincerà a liberare la personalità della protagonista. In questo frame si nota l'uso degli specchi, espediente che verrà usato in più occasioni su più personaggi.


Elle Fanning ancora ben illuminiata in una composizione che suggerisce come il personaggio di Jena Malone cominci a stuzzicarne la vanità


Si va ad una festa ... tutta illuminata a neon blu. Cominciamo aa fare conoscenza dei forti colori saturi usati da Refn.


Ancora Jen Malone che stuzzica la nostra protagonista tra neon questa volta un po' più caldi e specchi. Il bagno è un elemento molto kubickiano usato spesso da Refn


Specchi e personalità.





Dopo i consigli della vispa Jena Malone si torna alla festa ... ma tutta rossa.





Con alcuni flesh e situazioni visivamente intermittenti.


Finalmente facciamo conoscenza della bettola dove la nostra protagonista ha preso una stanza. Refn non usa saturazioni particolari ma cura sempre con particolare attenzione la composizione ed i movimenti di macchina in questo piccolo ambiente.


Sfrutta porte, finestre e linee ponendo la protagonista nei punti focali della regola dei quarti.


Si va in agenzia, sempre composizione curata anche in movimento


Controcampo, perfetto, centrato che mette in contrapposizione l'ingenuità con la mitica Los Angeles


Si ritorna in bettola alla luce del neon. Sempre regola dei quarti a sottolineare i volumi


Si va in città, colorata ma abbastanza scura e misteriosa ... senza colori accesi, si va sul morbido.


La La Land? no, non credo ...


Controcampo con il suo spasimante, lei centrata.


Oscurità, lei è dietro la grata.


Dopo aver visto un felino in camera ( simbolismi danteschi ), controcampo con lei decentrata.


Si va per uno shooting fotografico, subito intuiamo l'estetica minimal.


Luci molto chiare, la nostra protagoista è ancora ignara dei pericoli di LA.








Il minimal evidente, il fotografo mette sotto pressione la protagonista. Che è vuota e tutta da plasmare.


Si apre completamente in maniera ancora titubante.





Il mio frame preferito del film.



Le luci di fondo si spengono e la scena è dominata dal color oro.


Tanti riflessi, forse un po fini a se stessi ma ci danno un senso di maggiore artificiosità dell'immagine.




Inizia lo "svezzamento" che sembra quasi un fenomeno di vampirizzazione. Sempre fondo scuro, riflessi e predominanza dorata, ottima composizione.







Subito fuori, luce naturale, tanti riflessi protagonista piuttosto spossata ma soddisfatta.





Provino, luci ancora chiare composizioni super curate e regia che si muove lenta, la protagnoista sembra più fredda, quasi un automa.







Vengono sfruttati gli spazi ancora in maniera piuttosto pulita.





Anche in scene piuttosto riepitive vengono comunque rispettate in maniera radicale le regole compositive.



Ancora in bagno, situazione piuttosto kubrickiana.


Ancora un classico controcampo minimal che sfrutta le linee degli interni.





Questo frame sa molto di giallo all'italiana anni 70.


Gli interni ora nella sua bettola sono molto scuri.








Sembra un opera pittorica





Grande l'uso del neon, qui anche il gioco di specchi fa il suo ...







Tutto è circondato da un alone molto chiaro e puro prima della sua prima vera occasione.








Da qui comincia la sequenza della "trasformazione" si va di simboli e colori diversi.


Filtro freddo.


Triangoli.








triangoli e specchi











Si comincia con il filtro rosso





Si ripete la scena sotto filtro sanguigno.








Bella la chiusura.


Ed eccola lì, subito dopo la "presa di coscienza"


Sembra più sicura di se?





Gli esterni notturni sono sempre molto scuri e freddi.





La protagonista torna a casa e comicia ad essere molto più sensuale del solito nell'oscurità.


Ed ha un incubo nell'oscurità.








notate il volto sempre avvolto dall'ombra ,




La sofferenza di sapere che l'incubo che ha avuto in realtà si sta realizzando nella camera affianco.





Bellissimo shadow frame.


Dopo il trauma si ritorna parzialmente a colori freddi per ritrarre l'indifiesa protagonista che è andata a trovare la sua "amichetta".





Ancora speccchi ma interni leggermente più luminosi rispetto al lercio motel.








Una sorta di lotta interiore della protagonista per ritrovare la sua personalità.





Specchi e tende.





Il ritorno in grande stile della sensualità in  una decisa tonalità rossa.











I colori caldi tornano di soprassalto, c'è una sorta di risveglio al lato oscuro dopo la momentanea défaillance 





Anche gli interni diventano molto più caldi.








Ancora specchi.


Dopo varie vicissitudini negative per la ragazza che non vi sto a dire, si ritorna su colori freddi ed ad una situazione mentalmente molto oppressiva per la protagonista.





Nel momento di debolezza dovrà fronteggiare il "male"


Accetta la sfida ma scappa cercandosi di difendere.





Specchi, c'è un continuo check di personalità


Freddo e oscurità +


coltellaccio


Coltellaccio  a sfondo rosso


Ma non basta essere più determinati e cattivi per salvarsi.


Faccia da braccata, a sfondo blu ovviamente


E boom ...


Da notare la scena tutta a sfondo freddo.








Quel che resta di lei in trasformazione ....

Ecco un video che raccoglie i migliori frame:




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