giovedì 20 agosto 2015

Corn Island recensione

Corn Island recensione

Corn Island
by George Ovashvili
Drama 2014 Georgia
scritto da Nazcro
Minimalista ma di grande impatto



Trama: un anziano cerca di costruirsi un campo di granoturco su un isoletta fluviale lontano da tutti e tutto.

Il testamento ruvido di un era che è passata e non tornerà più, quella pre-industriale, quando tutto si faceva con le mani con il sudore, sotto al sole cocente e sotto la pioggia battente mangiando alla buona e vivendo frugalmente.

Film di una multi produzione internazionale ma Georgiano di nascita e cuore. La Georgia una di quelle nazioni nate dopo la caduta dell’ex Unione Sovietica, per molto tempo lacerata da guerre fratricide per piccoli sacche di territorio o per differenza di etnia o religione. Come già detto su nell’accenno di trama questo anziano signore che con la sua durezza e testardaggine costruisce la sua casetta di legno tiene da solo la scena per almeno venti minuti senza verbo fiatare. Dopo verrà accompagnato da sua nipote nell’impresa ma l’impronta minimalista della sceneggiatura non cambierà, i dialoghi si contano veramente sulle dita di una mano.La quasi totale assenza di dialoghi, anche se potrebbe risultare già frustrante a chi non ha visto il film, in realtà è perfettamente calzante e ci permette di visualizzare finemente la narrazione in maniera visiva. Le immagini che ci catapultano nel pieno della campagna caucasica sono evocative, ed il gioco di espressioni e sguardi tra i due cercato dalla macchina da presa ci rende immuni al minimalismo verbale. La pellicola si fa ancora più interessante quando veniamo a sapere che quello è anche un luogo di guerra.

Opera che era presente nella short-list candidata all’Oscar come miglior film straniero nel 2014, da un punto di vista narrativo potrebbe essere il naturale cugino di un altro film ambientato in Georgia ma di produzione estone Tangerines( film eccellente inedito in Italia ovviamente), comunque pellicola solidissima, minimale ed emozionante, qualche lieve pecca sulla caratterizzazione del personaggio speculare all’anziano fattore ovvero sua nipote che sembra avere atteggiamenti forzati e che esulano dal significato generale del film il quale va a chiudesi con un finale cha apre le porte a più chiavi di lettura dei vari sottotesti.

Non Guardarlo se: odi i film dove ci sono pochi dialoghi

Pro: le immagini parlano da sole, la potenza della storia in sé

Contro: il minimalismo potrebbe essere un muro eccessivo da valicare per alcuni

Voto 8


Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

condividi