lunedì 28 settembre 2015

sicario film recensione

Sicario film recensione

Sicario 

Generedrammaticothriller 2015 USA
RegiaDenis Villeneuve
SceneggiaturaTaylor Sheridan
★★★★

Denis Villeneuve, un regista canadese che mi piace molto, mi aveva stregato prima con il bellissimo Prisoners, poi recuperai  "La donna che canta" (film candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 2012) e il particolarissimo Enemy, inedito ancora in Italia e forse uno dei migliori film dell’anno passato. Adesso Sicario, presentato a Cannes, “thrillerone” crime ambientato nelle zone calde del confine Usa – Messico. A distanza di circa 14 anni da Traffic, si torna sulla terra di confine a combattere la droga ed i cartelli messicani.

Il regista mette in scena sapientemente e con cognizione di causa gli elementi d’azione, che normalmente in questa tipologia di film rischiano sempre di schizzare e squilibrare il tutto, in maniera minuziosa e paziente cura l’immagine e le inquadrature, raro nel cinema commerciale americano. Lo sceneggiatore non ha paura di descrivere le strategie americane anti narcos viziate da una gestione discutibile della violenza mettendo sul piatto questioni etiche sempre attuali ed estremamente reali. Tutto quello che è visibile all’interno del film per quanto riguarda l’atmosfera e le situazioni collegate al cartello messicano sono messe in scena in maniera cruda senza ignorare la realtà dei fatti.


La parte visiva è impattante, come detto estremamente studiata nelle inquadrature, nelle composizioni, nella colour correction virata sul giallo ma estremamente “mellow”in tutti i colori, seppur molto patinata non disturba e la camera cerca sempre la luce giusta e il cielo, le riprese dall’alto sono impressionanti soprattutto nella scena dell’entrata a Juarez… prevedo una sicura candidatura all’ Oscar per la fotografia di Roger Deakins.

Ma il punto veramente forte del tutto non è solo quello che colpisce l’occhio, ma anche la scelta e la gestione degli attori principali in stato di grazia e perfetti. Il grande Benicio Del Toro che aveva vinto un Oscar per Traffic torna a combattere i cartelli, la Blunt offre un prova appassionata mentre il carisma naturale di Brolin tiene banco durante gran parte del film trovando anche l’umorismo nelle più oscure delle situazioni.


Questo regista sta diventando sempre più riconoscibile, la costruzione lenta del fulcro della storia, l’inserimento dello spettatore all’interno della storia per gradi, la cura fotografica e il coraggio di raccontare anche ciò che è scomodo. Film che raggiunge i più alti livelli considerando il genere, condensato di tecnica e passione. -Nazcro-

Pro: fotografia,regia,atmosfera,attori
Contro: plot forse non proprio originale e piccolissime forzature..inezie
Mustsee:thriller crime
Non consigliato a: chi si aspetta l’action a ritmi alti

Voto:8.5


6 commenti:

  1. Non vedo l'ora di vederlo.
    (Intanto, quando ho una giornata tranquilla, recupero La donna che canta.)

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  2. Leggevo un'intervista al regista, su una rivista, qualche giorno fa: l'impressione generale che mi ha dato è stata di profonda supponenza XD, ma anche di grande competenza... e così ho cominciato a coltivare delle aspettative smisurate nei confronti di questo film, che a quanto pare sono giustificate! ;D
    Mi fa piacere sentire che la Blunt se la cava bene in questa prova: la adoro, ma non è che sia proprio sempre in parte, secondo me...

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    1. in questo caso è particolare, il plot fa in modo che gli spettatori si identifichino con il suo stato d'animo e lei non delude

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  3. sorpresona, film solido e potente come piace a me!bello davvero

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    1. io lo aspettavo, dopo aver visto gli altri del regista mi aspettavo questo exploit...:-)

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