martedì 6 ottobre 2015

la vita è facile ad occhi chiusi recensione

La vita è facile ad occhi chiusi

La vita è facile ad occhi chiusi

Titolo originaleVivir es fácil con los ojos cerrados
Paese di produzioneSpagna Commedia Dramma
Anno2013
RegiaDavid Trueba
SceneggiaturaDavid Trueba
FotografiaDaniel Vilar
MontaggioMarta Velasco
MusichePat Metheny
★★★
Il titolo esprime bene l’ossessione musicale del protagonista, pare anche del regista, che già dalla scena d’apertura ci mostra il concetto base della stessa pellicola attraverso le parole della bella canzone “Help”. Un professore d’inglese nella Spagna franchista degli anni 60 , precisamente nel 66’, insegna la materia ad i suoi alunni attraverso le canzoni dei Beatles. Il titolo del film, come già detto, è ripreso  da un passo della canzone “Strawberry Fields Forever “ ( tra l’altro tra le mie preferite della band di Liverpool), che ritornerà spesso nel film sotto diverse forme. Questa passione dell’insegnante Antonio, un buonissimo Javier Camara lo porterà nel sud della Spagna sulle tracce del suo idolo Lennon, sulla strada incontrerà altri due personaggi, una ragazza ed un ragazzo e le loro rispettive problematiche trasformando il tutto in un classico road movie.

Trueba, il regista, ha sbancato i premi Goya del 2013 attraverso questa scrittura intelligente e buonista del rapporto tra le generazioni sotto la dittatura di Franco tratteggiando la Spagna attraverso una palette di colori calda, intonata con l’ambiente, ed uno script classico del genere comunque privo di sorprese ed un po’ stereotipato, da acchiappa Oscar … noi diremo in questo caso da acchiappa Goya. Si perché, secondo me i difetti risiedono non nello script, ma nella caratterizzazione dei personaggi e dell’ambiente che sembra essere avulso da quella che era una cosa molto importante, ovvero la stagione storico politica che la nazione spagnola stava passando. Infatti , la pellicola, quando parla per metafora di questo problema funziona alla grande, ma ha tante piccole cose banali messe lì appositamente per puntellare il cuore dello spettatore medio.


Gli attori svolgono un buon compito, soprattutto il protagonista, mentre la ragazza si comporta molto bene considerando che è una delle sue prime apparizioni, il terzo personaggio più importante ovvero il ragazzo talvolta sembra poco credibile.
La regia stabile, ci mostra e fotografa Almeria in maniera veritiera, con ampio uso dei colori acidi e del senape addolcendo tutto con un bagliore mediterraneo.
Questo film si colloca tra quelle opere tranquille e buoniste, dal buon cuore narrativo ma senza un minimo di provocazione, e tutto ciò lo fa apparire in una palla di vetro.

Pro: attore protagonista,atmosfera, musiche, funziona quando si parla dei Beatles
Contro: personaggi stereotipati, alcune situazioni banali
Consigliato a : chi vuole vedere un classico road movie buonista tranquillo
Voto:5.5


P.s: tra i film Spagnoli di quest’anno consiglio La Isla Minima, un film che uscirà in Italia, non si sa quando, di genere diverso, ma che mette a fuoco meglio la situazione spagnola … ma post franchista. Vi lascio la mia opinione: La Isla MInima


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