martedì 13 ottobre 2015

Sotto il cielo delle Hawaii,White God, French Connection, Short Skin - I dolori del giovane Edo, recensione

Sotto il cielo delle Hawaii,White God, French Connection, Short Skin - I dolori del giovane Edo, recensione

4 Film

Sotto il cielo delle Hawaii 

Generecommediadrammatico,sentimentale
RegiaCameron Crowe
SceneggiaturaCameron Crowe
USA 2015

Un cast stellare per un film inconsistente. Il tutto si svolge alle Hawaii, in un atmosfera paradisiaca ma ciò non aiuta il film a venir fuori dal suo pantano. Una sceneggiatura mediocre ed un plot dove si fa fatica a capire il contesto e che non ho nemmeno voglia di riassumere. In questa, che dovrebbe essere una rom-com vengono aggiunte anche appendici  “mistiche” , direi scarsamente sviluppate e fuori luogo, tutto in una successione di scene che appaiono scollate e senza verve. Peccato perché il regista non è un mediocre, sorprende questo calo di tono soprattutto , come già ribadito, considerando la presenza di molti attori famosi e peraltro di questi tempi sulla cresta dell’onda. La regia fa anche il suo dovere trovando dei movimenti interessanti di macchina ma sembrano comunque inutili mentre la fotografia non sfrutta a dovere la location ed in alcuni casi è anche “smarmellata”. Flop meritato, a mio parere da evitare anche in home video, sciatto.

Pro: le attrici … ma neanche tanto perché il gioco non vale la candela.
Contro: plot, sceneggiatura, caratterizzazione personaggi, inventiva, sembra che ci sia quasi una mancanza di voglia.
Non consigliato: chi è appassionato di rom-com potrebbe avere lo stesso problemi.
Voto: 4--


White God

Directed byKornél Mundruczó
Written byKornél Mundruczó
StarringZsófia Psotta
Ungeria drama Thriller 2014

Film nientemeno che dall’ Ungheria, premiato a Cannes nella sezione Un Certain Regard, il tutto si svolge infatti in una Budapest splendidamente fotografata. La trama è molto particolare, si tratta di un pezzo vita di una ragazzina quasi pubescente  e del suo cane Hager. Detta così sembra uno script poco originale ma in realtà non lo è poiché le cose si evolveranno molto velocemente fiondandoci in continuazione su due piani, uno della giovane protagonista problematica ed uno del cane oppresso. La regia è davvero ottima ed asseconda lo spirito della pellicola, camera a mano ( sembra di vedere un regista del Dogma), una fotografia  che mira sia ad abbellire che a rendere epiche certe scene che sono davvero splendidamente realizzate senza un briciolo di CGI. Si perché sono stati utilizzati ben 250 cani addestrati presi dai vari canili in modo da rendere le scene nel centro cittadino incredibilmente realistiche per quanto riguarda la parte visuale. Lo script, come già detto su due strati, se da un lato ha una parvenza di emotività e sottotesto interessante( facilmente intuibile durante la visione) dall’altro non riesce ad amalgamarne bene gli elementi focali fino ad arrivare all’esagerazione del climax, dove gli sceneggiatori non sono riusciti a mantenere la verosimiglianza realizzando 15 minuti “di genere” che esulano dalla credibilità totale del film, che poi recupera in toto con le inquadrature finali, davvero evocative tra le più belle e significative della stagione. Pellicola comunque davvero interessante, peccato per la sbavatura di sceneggiatura, senza quella il film sarebbe stato più compatto e credibile e sarebbe stato sicuramente tra i migliori della stagione considerando estetica e contenuto. Musiche interessanti che sono parte viva del film.

Pro:regia,fotografia, non c’è traccia di CGI ed è tutto perfetto ,sottotesto interessante , vari cambi di registri di genere,musiche, finale
Contro: sbavatura evidente di sceneggiatura verso i 2/3 di film
Consigliato a: chi è stufo di vedere film Usa e vuole farsi un giro in Europa
Voto:7++


French Connection

Cédric Jimenez
Produced byAlain Goldman
StarringJean Dujardin
Gilles Lellouche
CinematographyLaurent Tangy
Edited bySophie Reine
Francia Noir Poliziesco Drama Thriller 2015


Film francese molto interessante ambientato a Marsiglia alla fine degli anni 70’. Le influenze vengono direttamente da Friedkin, come viene scimmiottato dal titolo italiano del film, e in alcuni casi quando la pellicola è ambientata negli interni da Scorsese. Il cardine del plot è costruito sul confronto di due uomini i quali rappresentano due visioni diverse che però hanno qualcosa in comune, direi un ottimo Dujardin( il giudice) e la sua controparte interpretata da Lellouche ( il malavitoso ). Dinamica degli eventi classica per il genere police drama francese, perfettamente godibile dallo spettatore medio nonostante una durata che sfonda le due ore. Tuttavia ciò che abbassa di tono la qualità e la ricercatezza dellopera non è di certo lestetica visuale e fotografica, dove la produzione francese è stata molto abile nelle ricostruzioni e soprattutto nei costumi, ma la classicità del plot che rischia di annoiare soprattutto per quando riguarda i rapporti del giudice con la sua famiglia. Comunque film ricco di Cliché utilizzati però in maniera consona e che non fa storcere il naso.

Pro:regia,ricostruzione di Marsiglia, caratterizzazione classica ma comunque buona dei personaggi, prove attoriali molto buone
Contro: non apporta niente di nuovo al genere, alcune leggerezze di trama e cali di tono dopo la prima metà del film.
Consigliato a: chi piace il police drama e quindi il Polar francese ( Polar: Police Noir )
P.S: per i fan di Les Revenants qui ci sono ben due attori protagonisti della fortunata serie francese.
Voto: 7

Short Skin - I dolori del giovane Edo

Generecommedia Italia drama commedia 2014
RegiaDuccio Chiarini
SoggettoMiroslav MandicDuccio Chiarini e Ottavia Madeddu
SceneggiaturaDuccio ChiariniOttavia MadedduMarco Pettenello eMiroslav Mandic

Questo è un racconto tutto italiano, ispirato al primo Virzì ( vedi Ovosodo ), del risveglio sessuale di un giovane adolescente, quindi un coming of age focalizzato sulla sessualità questa volta dal punto di vista maschile. Direi plot piuttosto originale che verte principalmente sui problemi di questo ragazzo il quale soffre di fimosi, una sorta di malformazione del prepuzio che non permette la corretta scopertura del glande. Tutto questo va ad intrecciarsi con la sua vita da adolescente in un periodo particolare della sua vita.  Ciò che restituisce il film, opera prima di Chiarini, è un senso di genuinità ed una visione da un angolazione diversa dei problemi che possano affliggere un adolescente. La pellicola è gestita quasi da “Sundence”, anche grazie al comparto sonoro e visivo , le tematiche sembrano  quelle di un classico film indipendente americano tuttavia se ci troviamo in tutt’altro posto … una Pisa estiva fotografata molto bene attraverso colori filtrati in maniera molto morbida. Delicato ed ironico racconto di formazione, non male come opera prima.

Pro: regia ,comparto visuale e sonoro, originalità della storia
Contro:  in alcuni punti il ritmo
Consigliato a : chi ha apprezzato il primo Virzì, chi di solido guarda con piacere i film che vengono fuori dal Sundance.

Voto: 7--


2 commenti:

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