giovedì 15 ottobre 2015

Suburra recensione film

Suburra recensione film

Suburra

Generedrammaticonoirgangster
Italia 2015
RegiaStefano Sollima
SoggettoCarlo BoniniGiancarlo De Cataldo (romanzo)
SceneggiaturaStefano RulliSandro Petraglia
★★★



Il quartiere di Suburra era nell’antica Roma un luogo dove i senatori ed i politici si incontravano con la criminalità per stringere relazioni ed affari. Da questo contesto Sollima, regista del precedente A.C.A.B. e di famose serie tv come Romanzo Criminale e la ben riuscita Gomorra, tira fuori un film di genere tutto italiano.


Tratto dal romanzo omonimo di Giancarlo De Cataldo (che ha anche scritto "Romanzo Criminale") e Carlo Bonini (lo scrittore di "Acab", su cui si basa il film, sempre diretto da Sollima) Suburra cerca di descrivere il sistema del rapporto tra criminalità e le sfere politiche cercando di mantenere un discreto realismo tuttavia ingigantendo alcune situazioni improbabili, ma solo per espediente narrativo.


Il tutto è ambientato nel 2011, l’anno della caduta di Berlusconi, l’anno delle dimissioni del Papa, tutto questo fa da contraltare e si intreccia con il significato effettivo dell’opera.
Il mondo politico è rappresentato dall'onorevole Malgradi (Pierfrancesco Favino),; il mondo di feste VIP con Sebastiano (Elio Germano) il quale procura “carne fresca” all’onorevole; mentre la malavita della zona costiera di Roma, è rappresentata dal numero 8 (Alessandro Borghi,); poi c'è il 'Samurai'(Claudio Amendola), un ex membro della Banda della Magliana che è,il più anziano; gli zingari sono rappresentati dalla famiglia di Manfredi (Adamo Dionisi) ed infine Viola (Greta Scarano)la findanzata di N. 8, e Sabrina (Giulia Elettra Gorietti), una escort di lusso.


I personaggi sono tanti, infatti la narrazione, soprattutto nella parte iniziale del film sembra avere problemi e procedere macchinosamente per poi, nella seconda parte, trasportare lo spettatore nel vortice degli eventi. Il comparto tecnico e la gestione degli ambienti e delle atmosfere è magistrale, è un prodotto che da questo punto di vista è vendibilissimo all’estero, un fotografia notturna ed interni fotografati benissimo con gusto e cura dei dettagli. Forse il sonoro ambientale da qualche problema nei dialoghi data la pioggia incessante che avvolge tutto il film, mentre non ho trovato particolarmente ispirata ed originale la colonna sonora a parte alcuni punti.




Ciò che non fa fare il salto di qualità al film, secondo me , è la caratterizzazione dei personaggi satelliti che seppur interpretati sufficientemente sembrano essere dozzinali e senza picchi. Il plot è suggestivo, e come detto pian piano prende forma , nonostante la fase iniziale, ma a mio parere viene risolto in maniera molto superficiale, di solito in questo tipo di film la risoluzione della trama è fondamentale. 
Seppur descritto come realistico da molti, ci sono numerose situazioni più che improbabili, questo non ne inficia completamente la fruizione. Sollima voleva più colpire sull’atmosfera, di qui i montaggi paralleli di cui ne fa largo uso, sovrapposizione di fatti criminali con le vicende del papa e con la pioggia incessante.
Un film che nel panorama italiano è ottimo, ma in quello internazionale non aggiunge niente di nuovo.


Pro: regia, fotografia,atmosfera
Contro: narrazione prima parte, finale
Consigliato a chi: ha apprezzato le opere precedenti del regista, a chi vuole vedere un film di genere italiano ben fatto
Voto:6.5 -Nazcro-



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