martedì 27 ottobre 2015

The end of the tour recensione

The end of the tour recensione

The End of the Tour

Film tratto dal libro Although Of Course You End Up Becoming Yourself: A Road Trip with David Foster Wallace di David Lipsky, una sorta di diario di viaggio  sviluppato attraverso un intervista dello stesso scrittore, ai tempi giornalista di Rolling Stone, allo scrittore icona Americano  David Foster Wallace. Il tutto si svolge durante gli ultimi giorni di tour per la promozione del libro famosissimo e voluminosissimo Infinite Jest dove Lipsky, un Jesse Eisenberg che sta incarrellando sempre più film e prestazioni di qualità, conosce in maniera approfondita questo anticonformista ed inconsueto autore incarnato da un sorprendente Jason Segel in un ruolo per nulla facile.

Il film è uno di quelli che si adagia sullo scorrere dei dialoghi, che in questo caso sono di alto livello giustappunto emanazione delle personalità dei due soggetti protagonisti, ovvero due scrittori con delle visioni differenti della vita e soprattutto del modo di rapportarsi con la società e con gli altri. E’ uno di quei plot che comincia con la descrizione di un punto cardinale che poi incomberà su tutta la pellicola, chi conosce lo scrittore già sa, e viene utilizzato come pennello ma allo stesso tempo contenitore del dramma del protagonista.



Il regista è James Ponsoldt, di lui ho visto Spectacular Now, un buon film fatto a posta per il Sundance, basato sui dialoghi e intimo, un po’ come quest’ultimo suo lavoro. Come già spiegato prima, la parte principale del film è la sceneggiatura e nello specifico i dialoghi, la loro profondità, dove tutto è discusso ma quasi nulla accade, splendidamente scritti da Donald Marguiles. 


L'ambiente è quasi alla “Fargo” tra neve e freddo, dove i due diventano quasi amici e si confidano. Mettendo insieme i dettagli dei vari discorsi tra i due si passa dall’arte alla società e al rapporto con il successo. Forse tutta questa verbosità e una regia che non ci strattona ma rimane pacata è quello che potrebbe far storce il naso al fruitore occasionale, ma chi come me conosce poco il personaggio in questione ne risulta comunque affascinato a fine visione, segno che l’impostazione stilistica della pellicola ha un senso. Comunque prestazione ottima dei due attori, talentuosi, da Segel non me lo aspettavo.

Pro: attori. Dialoghi
Contro: plot forse troppo piatto
Consigliato: di sicuro agli amanti della letteratura, a chi ama I film tipici da Sundance

Voto: 7++


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