venerdì 16 ottobre 2015

The lobster recensione film

The lobster recensione film

The Lobster

    ★★★★
    Durata1h 58m
    Inghilterra,Francia,Grecia,Olanda 2015 Comedy Drama 


Dopo Dogtooth e Alps, Lanthimos e Filippou continuano a proporci la loro visione delle ipocrisie sociali moderne attraverso una commedia nera, ironica ma a tratti anche disturbante.
Il film sa di surreale, sembra di non essere in un mondo futuro plausibile ma in un distopico alternativo, dove regna il fascismo dei rapporti relazionali sentimentali ed i single detenuti in un hotel di lusso rischiano di essere trasformati in un animale se in 45 giorni non riusciranno ad incontrare all’interno della struttura l’anima gemella, trama assurda … ma funziona incredibilmente grazie al modo con cui è narrato il tutto.

La pellicola basandosi sulle ansie umane universali e comuni quali la paura della solitudine, le relazioni interpersonali e la compatibilità di coppia costruisce una struttura cinematografica ironica ma al tempo stesso metaforica e priva di freni.
Il regista attraverso tre ambienti, l’hotel, il bosco e la città  ci regala il riflesso deformato delle ipocrisie che affrontiamo ogni giorno . Il protagonista, un più panzuto che mai C. Farrell, incarna perfettamente la paura della solitudine e veniamo con lui inseriti nell’albergo corredati di un conto alla rovescia che ci imprime ansia già dai primi minuti. Oltre al suddetto, il parco attori è denso di stelle internazionali nonostante questo sia il primo lavoro del direttore greco in lingua inglese, gestiti tutti ottimamente,  spiccano le buonissime prove della Seydoux e di Rachel Weisz.


La  palette dei colori è piuttosto cupa, il distacco  e la freddezza della regia è evidente ed è in linea con la configurazione totale del film, con il gelido tono dei dialoghi e con il plot rigido. La narrazione in alcuni punti è aiutata da una voce fuoricampo che rende quasi la storia romanzesca. La colonna sonora è variegata e va da musica classica, al classico pezzo per chitarra che è quasi un marchio distintivo del regista, fino alla musica elettronica . Il ritmo va adagio, ma nonostante questo è percosso più volte da situazioni abbastanza divertenti. Tuttavia non manca un punto focale classico del regista, ovvero la violenza vista come normalità e non riconosciuta come l’atto efferato che rappresenta, critica evidente ad una società che permette di tutto, dimenticando facilmente l’orrore.


Come detto il plot si svolge su tre piani diversi, due correlati ma opposti, ovvero hotel e foresta, quello di mezzo, la città,  rappresenta la facciata conformista. Se la prima parte è veramente interessante data l’originalità, la seconda è viziata da una certa prevedibilità che comunque non disturba fino ad un finale a tono con il resto della pellicola. -Nazcro-

Pro: originalità,regia,peculiarità
Contro: il ritmo è lento ed il regista si trastulla più volte con le immagini,seconda parte un po’ previdibile
Consigliato: a quelli che amano i film metaforici, coloro che cercano originalità o un film di cui poter parlare ampiamente all’uscita dal cinema …


Voto : 8+


3 commenti:

  1. Perfettamente d'accordo.
    Fossi in te in film del genere andrei anche più lungo sui contenuti tanto se una rece è ben scritta uno le legge anche più lunghe.
    Ma hai detto un pò tutto di tutto.
    Mi ritrovo anche nel voto, identico se l'avessi messo

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    Risposte
    1. più che una rece è una pillola , nel senso che cerco senza spoiler di far capire l'atmosfera o ciò a cui punta film... tipo a livello informativo anche per chi non ha intenzione di guardare il film o meno.
      Per la lunghezza, molte volte mi trovo stretto, ma preferisco parlare di più film che di uno per questioni di tempo... cmq grazie per i consigli

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    2. Ah, o.k, capisco, allora va benissimo anche così, pure troppo.
      In effetti il nome del blog diceva tutto ;)

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