domenica 25 ottobre 2015

Winter on Fire recensione

Winter on fire recensione

Winter on Fire: Ukraine's Fight for Freedom

★★★★
Documentario Usa (netflix ) 2015



Questo documentario parla di eventi recenti, avvenuti alle porte dell’Europa, in Ucraina, un paese lontano dall’occidente comunitario ma molto più vicino di quanto si creda, collegato alla nostra storia attraverso la cultura e alla nostra economia attraverso l’energia. Il titolo quasi epico “Winter on fire”, racchiude in maniera minimale la questione, contrapponendo freddo e fiamme, una dicotomia interpretativa estendibile in più campi oltre che la lettura bellica superficale. Nel 2014 migliaia di ucraini si sono riuniti in piazza in segno di protesta contro il rifiuto di un accordo di avvicinamento alla comunità europea da parte del governo filorusso Janukovyč, contrapposti alle famigerate “Berkut” ( squadre speciali di polizia ) e ai “Titushki” ( praticamente teppisti pro governativi ) e cominciando la loro rivoluzione d’inverno chiedendo le dimissioni di un governo palesemente asservito alla Russia.


Il documentarista si concentra nella descrizione dietro le linee, tra i manifestanti, le loro emozioni le loro motivazioni ed il loro conseguente sviluppo di una coscienza unita e compatta. Come perno narrativo utilizza un giovane ragazzo idealista ed un bambino mascotte, quasi un paggetto dei rivoluzionari. La maggior parte delle immagini è girata in mezzo alla gente, in notturna, una Kiev che è bella nonostante le macerie ed il fumo dei copertoni utilizzati da scudo contro le forze governative. Le scene crude non mancano, roba che ormai siamo abituati a vedere in questi tipi di documentari, che certo non fanno onore alle forze dell’ordine, argomentando anche il fatto che la polizia abbia fatto chiaramente uso di provocatori per giustificare un intervento di forza. 


Il documentario tuttavia, sembra unilaterale, in alcuni punti quasi nazionalistico e non vengono sviscerate o perlomeno indicate le motivazioni dell’opposta fazione politica, nemmeno superficialmente. E’ quasi un ode elegiaca ai rivoluzionari che guardano all’Europa usata quasi come spot per protestare contro un governo da sempre troppo autoritario. Non si considera nemmeno che il capo del governo in quanto tale fosse stato comunque votato da una certa popolazione, che qui è totalmente assente. In fin dei conti un documentario di sicura potenza a livello di immagini, che ci fa conoscere un paese in lotta e ci descrive la tenacia degli ucraini ma comunque troppo coinvolto per essere super partes, forse sarebbe stato perfetto se fosse stato girato da uno straniero.

Pro: immagini e scene reali che colpiscono al cuore, descrizione perfetta del cuore di una rivoluzione
Contro: troppo unilaterale
Must see: per chi ama i documentari socio politici

Voto: 7.5


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