venerdì 20 novembre 2015

Beasts of no nation recensione

Beast of no nation recensione
Beasts of No Nation
    Prima data di uscita16 ottobre 2015 (Regno Unito)
    Durata2h 17m
★★★½
Fukunaga, regista che abbiamo conosciuto per la splendida prima stagione della fortunata serie True Detective, questa volta sposta il suo sguardo cinico e poetico in terra africana  dove guerre fratricide imperversano da generazioni, un mondo che sembra lontano anni luce dal nostro ma che in verità è crudelmente reale. Il plot è elaborato attraverso il punto di vista di un bimbo, il quale da un giorno all’altro si ritrova a sparare, ad uccidere e a combattere una guerra diventando uomo troppo presto. E’ un racconto di formazione, ma in senso negativo, qui la crescita avviene non tramite avvenimenti negativi che poi diventano base per una formazione positiva, qui le situazioni malsane hanno la meglio scolpendo la coscienza del ragazzino cruentemente.  

Il regista per la buona riuscita del film si è affidato anche a persone del posto, la ricostruzione soprattutto visuale invece si ispira ai servizi fotografici giornalistici, gli attori sono gestiti ottimamente, ottima prova del ragazzino protagonista, mentre Idris Elba carismatico ma forse con recitazione secondo me troppo blanda considerando il personaggio.



Il film lascia respirare lo spettatore situazioni alla “apocalypse now” e in alcuni casi alla “platoon”, senza però cadere nella copia, la fotografia gestita da Fukunaga stesso è accesa, è piena di cambi di registro dalla vignettatura nelle scene più claustrofobiche fino all’inversione di colore ( dal verde al rosso ) nelle scene allucinate, la composizione delle immagine è curata aiutandosi con un buon montaggio, c’è largo uso di campi lunghi e situazioni ravvicinate. Il film dal punto di vista della trattazione è meritevole sebbene in alcuni passaggi non sembra riuscire ad accorpare lo spettatore alla visione psicologica radicalmente infantile del protagonista. 



Tutta la gestione dell’impianto si basa sulla regia immersiva ed è proprio questa che eleva la pellicola, però a tratti questo eccessiva poesia distacca lo spettatore verso le situazioni più crude, che secondo me in alcuni casi sono troppo ovattate. Questa gestione delicata dell’immagine e della storia tuttavia trova riscontro nell’ultima parte, dove si intuiscono anche lievi echi malickiani.
(Nazcro)

Pro: tematica, il piccolo attore protagonista è estremamente credibile, la regia curatissima, fotografia bella e dinamica
Contro: situazioni in alcuni casi ovattate, in alcuni casi ci troviamo di fronte a situazioni scontate anche se realizzate molto bene.

Voto: 7++


6 commenti:

  1. Molto interessante, lo segno e vedo di recuperarlo.

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    1. secondo me in ogni caso, è un film da vedere comunque..

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  2. Ho paura un po' di annoiarmi, non è un genere che digerisco facilmente, ma mi sa che va visto.

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    1. nonostante la lunghezza, il ritmo non è stantio, ci sono situazioni peculiari che mantengono l'attenzione..

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  3. D'accordo con te su tutta la linea!
    La penso come te anche a proposito dell'interpretazione di Elba (che non è comunque mediocre); è stato il ragazzino, l'attore protagonista, a lasciarmi a bocca aperta, piuttosto...! :)

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    1. si avevo letto la tua, infatti l'interpretazione di Elba è stata un po' gonfiata, si è visto di meglio in giro...

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