domenica 22 novembre 2015

Experimenter film recensione

Experimenter film recensione
Experimenter
    Prima data di uscita16 ottobre 2015 (Stati Uniti)
    Durata1h 48m
    GeneriFilm drammatico, Film biografico, Film storico

★★★
Gli esperimenti del dottor Milgram del 1961 hanno segnato una svolta per quanto riguarda la psicologia sociale mostrando come la gente comune può essere facilmente indotta a torturare o ad effettuare azioni potenzialmente dannose su un altro essere umano. Il regista M. Almereyda dopo l’insuccesso di Cymbeline tratta un’argomentazione molto delicata parlandoci dei momenti chiave della vita del professore non utilizzando però i classici metodi da biopic convenzionale. L’impostazione del plot e della narrazione è abbastanza sperimentale,  lo spettatore viene direttamente chiamato in causa dal protagonista, un ottimo Peter Sarsgaard che ammicca verso la camera abbattendo spesso la “quarta parete” ( un po’ come in House of cards), ci spiega i suoi pensieri come farebbe un docente universitario con il suo studente o alcune volte si estranea dal corso naturale della storia, tutto questo senza avvisaglie narrative.


Questo modo di raccontare il corso delle vicissitudini e degli aspetti consequenziali ai suoi esperimenti tuttavia non ne inficia la fruizione poiché lo spettatore è completamente trasportato in un film che pare una lezione universitaria, non noiosa però, ricca di informazioni interessanti che innescano immediatamente un vortice di pensieri nello spettatore più attento, il ritmo del film risiede quasi nella mente dello spettatore e nella sua capacità di interrogarsi  e non nel film stesso. Il lavoro del regista, a mio avviso, tende più a stimolare il fruitore in maniera quasi astratta rendendo il film poco commerciale ma autenticamente pregno di sostanza. La pellicola è comunque incastonata in una propria eleganza formale attraverso un fotografia pulita e sobria ed un montaggio interessante dove i flashback sono riconoscibili dall’uso interessante di fanatiche retroproiezioni.


Viene anche brevemente messo in scena un breve scorcio della relazione tra Milgram e sua moglie, forse la parte meno riuscita e priva di vera continuità riferita al contesto. Comunque lo script scritto elegantemente non ne soffre poiché il suo cuore pulsante è fatto dalle argomentazioni sociali sollevate dagli esperimenti e le loro dirette conseguenze sulla società americana dell’epoca, reticente  ad accettare  gli orrori nazisti non come emanazione del regime ma come una cellula dormiente in ognuno di noi, che fa parte del nostro DNA.

Pro: il protagonista, il modo non convenzionale di gestire un biopic, i fatti trattati, stimola lo spettatore
Contro: qualcosa di ripetitivo, riempitivo il rapporto moglie-marito
Consigliato a : chi vuole vedere un film stimolante e un biopic finalmente diverso dagli altri
Must see: per gli appassionati di psicologia sociale

Voto: 8-


4 commenti:

  1. Per la storia, che non conosco, e la Ryder, che non vedo sullo schermo da anni, lo recupererò senz'altro. ;)

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    1. la storia è molto interessante, su youtube ci sono anche i veri video dell'esperimento...

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  2. Winona Ryder?
    E' da parecchio che ne avevo perso le tracce! ;)

    RispondiElimina

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