giovedì 17 dicembre 2015

Il ponte delle spie - Bridge of Spies recensione film

Il ponte delle spie - Bridge of Spies recensione film
Il ponte delle spie
    Anteprima nazionale4 ottobre 2015
    Durata2h 21m
★★★

Spielberg torna a lavorare con Tom Hanks, due mostri sacri del cinema americano degli ultimi trent’anni. Sceneggiatura scritta da Matt Charman con addirittura i fratelli Coen che puntellano qua e là la loro ironia. Pellicola basata sulla vera storia di James Donovan, un avvocato che volente o nolente si ritrova coinvolto in un avventura molto più grande di lui ai tempi della Guerra Fredda e dello spionaggio spietato.

Ad inizio film siamo lanciati subito in un ambiente noir attraverso una scena bellissima di stampo Hitchkockiano abbastanza movimentata, l’unica del film, perché questo lungometraggio ha come punto di forza non l’azione ma il dialogo, la diplomazia, da questo punto di vista la pellicola è molto vicina a Lincoln  considerando appunto l’importanza dei confronti e delle verbosità.
Il momento storico è ricreato visivamente in maniera impeccabile attraverso una fotografia patinata ma funzionale agli ambienti  e attraverso una curata ricerca oggettistica e di stile. La sceneggiatura scorre fluida per tutta la durata, nei metodi narrativi si avverte la classica tendenza spielbergiana umanistica, ovvero quella di mettere al centro non gli eventi ma gli uomini e i personaggi fatti da i loro dubbi e i loro ideali.

 I trademark del regista americano, esploso durante la New Hollywood degli anni 70’, se da un lato lo rendono innovativo dall’altro soprattutto in questa storia gli permettono di riconoscere i registri classici e di conservarli. Tuttavia questo approccio porta con se anche delle problematiche che il cinema del regista americano ha sempre avuto, quella di una retorica politica monoculare ed uno svilimento semplicistico dei meccanismi risolutivi.
La Berlino est è fotografata, forse in maniera non realistica, ma superba, molte immagini rimarranno impresse nello spettatore, movimenti di macchina mai banali evidenzianti in maniera perfetta i visi carichi degli ottimi attori del cast. Bisogna considerare l’intera pellicola come un omaggio a celebrare la vittoria della Guerra Fredda, attraverso un modo di raccontare classico che accerchia e scarica sullo spettatore atmosfere e concetti forse troppo accoglienti ma molto gradevoli al palato.

Pro: tecnica registica,attori, estetica, sceneggiatura,storia
Contro: si intuisce forse troppo la storia, qualche idealismo scontato di troppo
Voto: 7.5

Target: agli amanti del grande cinema americano anche classico, spy movie


8 commenti:

  1. Non mi ispira particolarmente, ma prima o poi lo vedrò di sicuro.
    Speriamo bene.

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    1. secondo me diventerà un classico spielbergiano... ne ha tutti i connotati.

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  2. Sono davvero molto curiosa! Purtroppp per il momento dovrà aspettare, sabato il posto è prenotato ormai da tempo da Star Wars.

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    1. se ti piace lo spielberg classico è da vedere... in questi giorni tanti film da visionare, anche io vedrò sicuramente star wars e irrational man... :-)

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  3. Promette bene, direi...
    Credo sia dai tempi di "Munich" che non riesco ad amare un film di Spielberg; che possa essere questa la volta buona? :)

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  4. mi ispira moltissimo
    l'accoppiata Spielberg-Hanks mi da idea di grande solidità...

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