mercoledì 16 dicembre 2015

Quel fantastico peggior anno della mia vita - Me & Earl & the Dying Girl recensione film

Quel fantastico peggior anno della mia vita - Me & Earl & the Dying Girl recensione film
Quel fantastico peggior anno della mia vita
    Prima data di uscita12 giugno 2015 (Stati Uniti)
    Durata1h 45m
    GeneriFilm commedia, Film drammatico

★★★
Distribuito finalmente anche in Italia nelle sale, questo prodotto, uscente vincitore direttamente dal Sundance dovrebbe essere a livello commerciale e distributivo l’erede del fenomeno Whiplash dell’anno passato ma non è allo stesso livello purtroppo coltivando un vezzo troppo intellettualoide che colpisce meno a livello corticale lo spettatore rendendo la storia un po’ furbetta.
Stiamo parlando di un classico indie americano, di quelli degli ultimi tempi, sprizzante malinconia in ogni inquadratura e denso di personaggi che si sentono isolati e non capiti dal resto del mondo che li circonda. La tematica, ovvero quella della malattia, in poche parole un ragazzo è costretto dalla madre a frequentare una ragazza che sta combattendo contro la leucemia, è affrontata in modo grottesco acuto e leggero, non una novità, avevamo visto già in altri film questo piglio ( a chi è interessato al genere consiglio il bel fatto 50/50 ).

Bisogna dare atto che il regista cerca in tutti i modi di rimanere a distanza dai classici clichè melodrammatici dozzinali, tutto quello che dovrebbe essere sentimentale e mieloso è contrapposto da sarcasmo e cinismo anche se in alcuni casi un po’ fine a se stesso. Tante le citazioni hipster ed intellettualoidi sul cinema europeo, le quali, più che essere consone alla storia ci permettono solo di individuare facilmente il tipo di target a cui è rivolto il film. La parte interessante è la sceneggiatura che non batte il martello su una normale storia d’amore ma su una crescita individuale del personaggio chiave.

La tecnica regista è affidata a precise inquadrature andersoniane e movimenti di macchina spigliati conditi con animazioni, forse accorgimenti leggermente fuori luogo in alcune situazioni ma comunque realizzati molto bene. In ogni caso anche se il finale è abbastanza aspettato colpisce di forza emotiva.

Pro: fotografia, sceneggiatura, trovate registiche, attori nella media
Contro: intellettualità forse un po’ fine a se stessa, potenza del messaggio forse un po’ dissipata dall’impostazione narrativa
Voto: 6.5

Target del film: fondamentalmente per adolescenti


7 commenti:

  1. Io l'ho trovato geniale. Adoro Anderson e quindi il fatto che lo stile registico mi riportasse spesso a lui l'ho apprezzato molto e inoltre ha una comicità sottile e ironica che non si vedeva da tempo soprattutto affrontando una tematica simile.
    Visto in lingua originale è davvero molto soddisfacente.

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    1. in generale anche a me, forse avevo delle aspettative troppo alte dato il risultato che ha ottenuto al Sundance, però la sensazione negativa mi è venuta dalla costruzione un po' troppo fredda... praticamente mi è sembrato un bel film non abbastanza fatto con passione ma solo con la volontà di essere anticonformista... però ovvio che è solo un impressione, ammetto, abbastanza personale su questo punto...

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    2. È naturale ^^ si parla sempre sul personale.
      Io l'ho visto per caso al Torino Film Festival e ne avevo a malapena sentito parlare, devo dire che mi ha davvero fatto una bella impressione e ho riso come una pazza. Insomma, per me ha funzionato.
      Se è quello che intendi tu, io non credo che un film strappalacrime come "Colpa delle stelle" possa essere stato fatto con piú cuore di uno come questo, sono solo due modi diversi di interpretare lo stesso dramma.

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    3. si certo, colpa delle stelle mi manca ma a naso mi aveva dato già un senso di commercialità esagerata, ho usato come termine di paragone più il film con Levitt "50/50" che se non hai visto te lo consiglio vivamente...

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    4. Allora lo metto subito in lista.
      Si, Colpa delle stelle è commerciale senza dubbio, ma se devo dirti la verità mi ha commossa in modo genuino. Almeno non ha uno di quei finali tutto zucchero.

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  2. Io odio Anderson e amo il Sundance, anche se lo rinnego quanto è così intellettualoide e manieristico. Un film freddino e furbetto, questo. Ho preferito il libro - letto dopo la visione - che non si arrende alla melassa: il finale, infatti, è piuttosto diverso. Tutt'altro che tragico e moraleggiante. Concordo con te. E io l'ho visto in lingua, come suggerisce Giulietta, eppure mi ha lasciato freddo.

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    1. hahha si lo so l'ho letta la tua, qui siamo sulla stessa linea però Anderson mi piace , la sua tecnica sopra le righe secondo me nei suoi film è giustificata dal tipo di narrazione favolistica che usa , in questo film l'ho trovata effettivamente forzata...

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