lunedì 18 gennaio 2016

Dark 2015 film recensione

Dark 2015 film recensione

Dark

Director:

 

Writers:

  (screenplay),  (story), 1 more credit »
★★★
Nei meandri delle uscite home video in Italia si celava questo thriller psicologico con venature horror dal titolo evocativo e minimalista “Dark” dal poster accattivante e girato da un regista newyorkese sconosciuto, al suo primo lungometraggio ovvero Nick Basile. Pellicola a bassissimo costo anche per un film indipendente, scandagliando la rete si scopre che tra i produttori esecutivi è annoverato il mitico Joe Dante, solo 200000 dollari di margine, insomma si è lavorato sul filo del rasoio.

La pellicola lavora in maniera psicologica e claustrofobica su un evento realmente accaduto, ovvero il blackout di New York del 14 agosto 2013. E’ un ritratto radicale e inconscio, una proiezione all’interno della protagonista di quello che successe, ovvero la situazione particolare che si verifica quando in una grande città va a mancare un bene di consumo e in questo caso uno importantissimo, l’energia elettrica.

Kate ( Whitney Able, che la ricordiamo per “Monsters”) e la sua ragazza, sono una coppia che vive nella grande mela con forse qualche screzio di troppo, la protagonista è un ex modella un po’ depressa e la sua dolce metà è invece una fotografa sempre indaffarata. Il giorno del Blackout Kate si ritroverà tutta sola nel suo appartamento, dove le noia e le sue paure più recondite zampilleranno fuori con un flusso travolgente.

La pellicola si svolge in poche location, il ritmo non è vivace soprattutto nella seconda parte dove il regista si sofferma sulla grande prova della protagonista che metterà in mostra crisi depressive in maniera quasi perfetta. Si intuisce una grossa influenza dal cinema di Hitchcock, a livello tecnico si cercano sempre soluzioni che soppiantino la carenza di budget, da questo punto di vista il film è encomiabile infatti lo consiglio a tutti coloro che vogliano vedere come si realizzi un lungometraggio praticamente senza mezzi ma solo con una ben precisa idea di cinema e bravissimi attori. La parte estetica è curata, nonostante è abbastanza chiara la carenza di danari soprattutto per quanto riguarda la fotografia in alcuni casi forse troppo televisiva ma comunque pensata e plausibile, quello che colpisce è il montaggio, alcune volte delicato e in altri casi criptico, sfrontato, allucinante.
Il plot e la storia, seppur incastonata all’interno del genere, comunque lascerà pensare lo spettatore durante e dopo la pellicola su come la nostre emozioni negative o positive possano influenzare i nostri cari e chi ci sta intorno. Molti storceranno il film per il ritmo, ma è tutto giustificato e abbastanza coerente. Consiglio la visione agli appassionati del genere e ai cinefili che amano vedere come ci si può districare tra le ristrettezze economiche e riuscire a girare un film degno di tale nome.

Pro: prova eccezionale dell’attrice protagonista, tensione, idee, ottima gestione registica a basso budget, montaggio coraggioso ed interessante
Contro: si denota la carenza di budget su alcuni fattori estetici, ritmo solo in alcuni casi troppo riposato
Voto: 6.5

Target: thriller psicologico con venature horror indipendente.


4 commenti:

  1. "dove le noia e le sue paure più recondite zampilleranno fuori con un flusso travolgente."... la noia, qui solo la noia zampilla travolgente! Dove avreste visto la prova eccezionale della protagonista, non lo so... forse in un altro film. Dopo aver subito questa insulsaggine, raccomandabile solo ad autolesionisti, o a chi cerca un film adatto a farsi una bella dormita in poltrona (mi sono sforzato di guardarlo fino alla fine, per vedere dove poteva andare a parare una tale assenza di qualsiasi idea e cognizione di cosa sia il cinema), ho messo a fuoco l'unico perché di quest'ora e mezza di riprese senza capo né coda, dove una povera disgraziata vaga da una camera all'altra senza capirne lo scopo: Basile, poveretto, stava provando le modeste attrezzature, quando ha avuto l'idea fulminante di spacciare le sue prove tecniche per un film... credo e mi auguro che non ne farà mai un altro.

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    1. ciao, il casting r la scelta della prtagonista secondo me è stato quasi perfetto dato che Whitney Able semmbra interpretare quasi se stessa, come dici il film non è un granchè a livello di ritmo e poteva essere equilibrato meglio ma sicuramente l'idea di cinema di cui parli è nettamente superiore agli horrorini found footage che ci propinano ogni due settimane...per questo per me ha avuto una valutazione positiva :-)

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  2. Grazie per la segnalazione, mi era totalmente sfuggito. Concordo con te e non con l'amico Scottex, il film è un cupo psico-dramma da camera di quelli piuttosto deprimenti e la confezione "povera" non fa altro che renderlo ancora più emicranico e claustrofobico. Anche io l'ho apprezzato molto, mi aspettavo tutta un'altra cosa. E' vero, sembra una cosa autobiografica, tra l'altro la Able si è pure molto inchiattata dai tempi di "Monsters". Thanks!!!

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    1. vero! è per quello che la Able mi sembra recitare se stessa... :)

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