venerdì 15 gennaio 2016

Drug war, Shaun vita da pecora, Everest, Colpo di stato recensione film

Drug war, Shaun vita da pecora, Everest, Colpo di stato recensione film
Drug War
★★★★
Il maestro action Johnnie To che prima aveva operato ad Hong Kong questa volta lavora per i cinesi della mainland e nonostante la censura riesce a confezionare un film prima di tutto diretto magistralmente ma anche significativo e non superficiale. La bella sceneggiatura co-scritta con il fedele Wai Ka-Fai ci introduce nella lotta alla droga, densa di poliziotti infiltrati, laboratori malfamati, trafficanti e mafiosi macchiettistici, il tutto ambientato intorno a Tienjin, una grigia metropoli cinese. Questo è un titolo che in Italia ha saltato la distribuzione cinematografica ed approda direttamente in dvd, magra consolazione considerando il peso specifico di questa pellicola che dovrebbe essere invece un punto focale per gli appassionati di genere thriller noir. Fotografia fredda che rende bene il grigiore post industriale, macchina da presa che segue e si muove, parla e ci inserisce nell’ambiente, regia che si sente e si vede. Montaggio magistrale, strutturazione a ritmo alto con alcuni picchi costituiti da almeno due scene imperdibili, quella in cui l’ispettore protagonista applica un gioco di scambi ed infiltrazioni all’interno di un hotel pieno di malavitosi e una fantastica sparatoria finale, secondo me una sequenza che potrebbe diventare un cult di genere.

Pro: Montaggio, ritmo, buona storia, un paio di scene e sparatorie memorabili, bel finale
Contro: abbastanza complicato all’inizio tanti personaggi ( ma questo potrebbe anche non essere benissimamente un contro )
Voto: 8
Target: thriller noir, cinema di Hong Kong ma fatto in Cina, amanti action e storie poliziesche








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Shaun, vita da pecora Il film
    Prima data di uscita6 febbraio 2015 (Regno Unito)
    Durata1h 25m

★★★½ 

Attraverso grugniti, versi, suoni e musiche che sostituiscono la voce umana questi simpatici pupazzetti di plastilina in stop motion coinvolgono come la forza dei film slapstick alla Buster Keaton e alla Harold Lloyd, tante gag fisiche e musicali che sicuramente colpiranno il pubblico dei più piccoli punzecchiando anche i più grandi grazie a simpatiche citazioni cinematografiche. Questa formula basata sui suoni e le situazioni rocambolesche, memorabile la parte iniziale all’interno della fattoria per quanto riguarda il sonoro e divertentissima la scena nel ristorante per quanto riguarda le dinamiche comiche, rendono questo film molto agile sorretto soprattutto da una qualità tecnica ancora una volta invidiabile da parte degli studios Aardman. Film d’animazione tra i più riusciti dell’anno nonostante un plot abbastanza classico.

Pro: tecnica, dinamismi comici, ritmo
Contro: forse plot troppo classico
Voto: 7.5
Target: per i più piccoli ( ma il genitore cinefilo può divertirsi ampiamente ), stop motion


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Everest

Jake Gyllenhaal (Scott Fischer)
Jake Gyllenhaal
Scott Fischer
Jason Clarke (Rob Hall)
Jason Clarke
Rob Hall
Josh Brolin (Beck Weathers)
Josh Brolin
Beck Weathers
Keira Knightley (Jan Hall)
Keira Knightley
Jan Hall
John Hawkes (Doug Hansen)
John Hawkes
Doug Hansen

★★★½
Forse il fatto che sia stato presentato come film di apertura a Venezia è stato un male più che un bene, poiché la pellicola non cerca il particolare aspirando al sublime, ma esegue solo il lavoro classico che dovrebbe compiere un blockbuster ad alto budget ( 65 milioni ) con un ampio cast da piazzare qua e là nella sceneggiatura. Dal suddetto punto di vista il lungometraggio che s’ispira ai grandi film tedeschi anni 20 e 30, attraverso delle caratteristiche quali la montagna, il freddo, la tempesta e la scalata, non trattate in senso mistico ma in senso molto materiale e pedagogico a livello semplicistico, funziona seppur con numerose pecche che vanno dal ritmo altalenante per ¾ di plot ad alcune forzature fin troppo romanzate. Il regista islandese conosce i ghiacciai e il freddo, la parte migliore della pellicola è la regia e il montaggio che sorregge le depressioni di sceneggiatura. Interessante la proposta visiva, pochi campi lunghi, le montagne perfettamente fotografate a filtri freddi sono chiuse, occludenti si prova quasi un senso di angustia. Un finale coinvolgente seppur troppo melodrammatico fa avvicinare lo spettatore seppur con titubanza a quel gruppetto di riccastri sconsiderati che si sono avventurati impavidamente e stupidamente così in alto.

Pro: regia, gestione visiva
Contro: sceneggiatura, non si sfrutta il buon cast
Voto: 6.5
Target: scalata e avventura, storia vera.


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Colpo di Stato - No Escape
Non è la prima volta che Hollywood sfrutta questa tematica ovvero il modo di fare dei paesi occidentali nei paesi più poveri, ma con questo film si tocca veramente il fondo seppur contestualizzandolo all’interno del thriller action. Un ingegnere è stato appena trasferito con la sua famiglia in un paese imprecisato del sud est asiatico, qui scoppierà una rivoluzione con le naturali conseguenze. Innanzitutto è da notare che il paese in cui si svolge l’azione non è stato vilmente specificato, senza chiarire quindi le motivazioni del conflitto centrale, in pratica la dinamica universale dello sfruttamento del terzo mondo è spiegata in venti secondi di pellicola attraverso uno dei personaggi “ cazzuti” del film. Questo non implica che No Escape sia del tutto privo di una certa coscienza sociale, però è mal posta e il plot è basato su un escalation di tensione e terrore che lascia il tempo che trova poiché non contestualizzato. Devo ammettere che il film è costellato da piccole scene interessanti, ma solo a piccoli tratti, dato che il ritmo è sempre spezzato o da grandissime sbavature e canyon di sceneggiatura e da siparietti melodrammatici inverosimili. Non capisco come i distributori diano spazio in Italia a film spazzatura come questo il quale crea più danni di un cinepanettone dato che lo script si prende la briga di spiattellarci problemi politici in maniera quasi disorientante tra il razzismo e il qualunquismo di bassissima lega solo per giustificare due, tre scenette thriller.

Pro: cast sufficiente, piccole scene di tensione e violenza rese bene
Contro: sfruttamento della tematica, buchi di sceneggiatura, situazioni inverosimili nonostante il film per la maggior parte del tempo si prende sul serio e chi più ne ha più ne metta…
Voto: 3.5
Target: action thriller esotico

2 commenti:

  1. Sono corsa a leggere, perché la settimana prossima esce il bluray di "Everest", se non sbaglio, e volevo scoprire se il film vale la pena o meno...
    Sono arrivata alla conclusione che aspetterò un altro po': meglio dare la precedenza a "Inside Out", anche se comunque "Everest" sembra un film piacevole...! :D

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    Risposte
    1. forse un po' troppo lungo, con i classici difetti da blockbuster ma alla fine non merita tutta quella critica negativa che ha ricevuto...
      Inside out da bluray sicuro :-)
      anche questo shaun vita da pecora... niente male davvero simpatico.

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