domenica 24 gennaio 2016

Il piccolo principe film recensione

Il piccolo principe recensione film
Il piccolo principe
    Data di uscita1 gennaio 2016 (Italia)
    Durata1h 50m



★★★½
Prendendo dal famosissimo libro di Antoine de Saint-Exupéry  questo film d’animazione dall’impianto delicato è un accorato sguardo su quelli che sono i problemi e dubbi di una giovane ragazzina alle prese con le difficoltà della vita adulta. Presentato fuori concorso a Cannes vanta in lingua originale un cast vocale notevole, da M. Cotillard a J. Bridges e J. Franco. Nonostante sia abbastanza lontano da quello che è l’impianto solido della Pixar tuttavia il film mantiene una propria linea in equilibrio tra il divertente e la profondità di significato.

Mackanzie Foy, trasferitasi con sua madre in una nuova città, in quartierino rigido e squadrato come la sua vita, farà la conoscenza di un colorito vicino il quale le racconterà una storia: quella del piccolo principe. Il regista Mark Osborne, già conosciuto per il divertente “Kung Fu Panda” tratta ancora temi relativi alla crescita e alla famiglia realizzandoli attraverso una linea lievemente malinconica. Se come già detto a livello visivo la qualità Pixar è difficile da raggiungere comunque l’opera è di indubbio livello sia a livello di design sia per la gestione delle forme e colori, il tocco che rende il film più poetico e allo stesso tempo originale è l’uso di alcuni inserti in stop-motion realizzati tramite carta in modo da ricordare i disegni un po’ naif del libro ononimo.

Se una prima parte che si concentra sul rapporto tra la ragazzina e il suo vecchio vicino ricorda da lontano un po’ le dinamiche di “Up”, la seconda, forse meno riuscita con una narrazione lievemente forzata, si prende la briga di trasfigurare i concetti espressi dal libro direi in maniera piuttosto originale con situazioni azzardate che magari potrebbero far storcere il naso ai puristi della letteratura.
In poche parole la pellicola punta ad enfatizzare il mito della purezza e l’entusiasmo infantile glorificandolo,  giocando con concetti adulti come quello di perdita ed adducendo al tutto un fascino innocente che colpisce lo spettatore di una certa età e allo stesso tempo diverte i bambini.

Pro: equilibrio tra divertimento e profondità, narrazione lieve, bellissimi inserti in stop-motion
Contro: seconda parte forse  troppo differente dall’atmosfera della prima stonando un po’
Voto:7—

Target: grandi e piccini, animazione europea


6 commenti:

  1. A sorpresa, piaciuto tantissimo. Davvero bello!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. alla fine un buon prodotto che si difende bene nel mercato dell'animazione

      Elimina
  2. Bellino, sono d'accordo con te! ^^
    Non all'altezza della Pixar, se mi è concesso dirlo... ma l'unico all'altezza della Pixar è lo Studio Ghibli, per quanto mi riguarda, dunque... nulla di cui lamentarsi! ;D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si, alla fine è un prodotto italo francese di degno rispetto, ho letto che in paesi dell'america latina tipo in Brasile è andato meglio della Pixar...

      Elimina
  3. Anch'io ho un po' storto il naso con la seconda parte ma ciò non toglie che il film è un gioiellino, raccontato in maniera molto intelligente :)

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

condividi