domenica 10 gennaio 2016

La grande scommessa The big short recensione film

La grande scommessa - The big short recensione film
The Big Short - La grande scommessa
    Data di uscita7 gennaio 2016 (Italia)
    Durata2h 10m



★★★★
Il film si basa sul saggio scritto da M. Lewis “The Big Short – Il grande scoperto” , viaggia sull’onda lunga del crollo finanziario che tanti dolori ha dato alla classe media e di cui ne sentiamo influenza ancora oggi. La pellicola in maniera satirica e scanzonata ci mostra come uno sparuto gruppo di persone prevedendo il crollo del debole castello di carta che era l’economia americana del 2008 - 2010 riuscì a realizzare un profitto dallo stesso, un po’ quello che avevamo visto nel film di Virzì “ Il capitale umano”.

L’abile tessitore di questa pellicola a tema finanziario ma profondamente immersa nella commedia è Adam McKay un tipetto tutto pepe dietro la macchina da presa, infatti questo film è acuto, brillante ci sciorina concetti noiosissimi in maniera spiazzante, semplice e divertente.

Un film a basso budget se non contassimo i contratti degli attori che qui sono tutti di ampio respiro e in splendida forma, complice lo stile di regia ad hoc per l’interpretazione attoriale  fatto di zoomate sui volti, movimenti quasi impressionisti di macchina tra montaggio veloce e messe a fuoco sfasate. Steve Carrel fa un ottima prova e ormai dà la conferma di essere solidissimo anche in ruoli che vertono sul drammatico, Ryan Gosling qui è perentorio brillante e determinato, un Christian Bale da nomination e un Brad Pitt di grande esperienza che anche produce. Piccoli camei, Selena Gomez, Margot Robbie e nientemeno che il mitico cuoco viaggiante Antony Bourdain ci spiegano infrangendo la quarta parete in maniera diretta e semplice e in pochi secondi quello che ci ha portato al collasso nel 2010.

Argomento delicato questo, ma il regista utilizza questi quattro scapestrati come grimaldello per aprirci in forma di commedia tutto un mondo ignorato dal cittadino medio. L’abilità sta nel fatto di tirar fuori degli argomenti che non sono per nulla da intrattenimento e riuscire ad inserirli in un contesto interessante per il fruitore. Non ci sono eroi in questo film anche i buoni sono abbastanza ambivalenti, l’economia e le banche sono negative, i protagonisti scommettono contro tutti sperando in un crollo finanziario ma le conseguenze saranno terribili, forse questo un po’ l’unico punto debole del film visibile soprattutto nel finale dove i vittoriosi saranno forse troppo retoricamente pessimisti e poco felici.
McKay è stato coraggioso, ha rischiato con un argomento poco cool come la finanza e ci ha inserito degli elementi registici altrettanto lontani dal grande pubblico ma gli attori che si muovono a tuttotondo nell’intercapedini più seriose dell’economia finanziaria senza mai annoiare fanno di questo film una piccola chicca del genere.

Pro: cast, idee di regia, ritmo, caratterizzazione dei personaggi, sceneggiatura e montaggio
Contro: forse in alcuni casi ostico di comprensione data la verbosità ed i numerosi nuovi termini che lo spettatore impara durante la pellicola ( ma alla fine il fruitore avrà tutto comunque ben chiaro )
Voto: 8-
Target: thriller finanziario in toni da commedia


2 commenti:

  1. secondo me è straordinario come riesce a tenere insieme divertimento, ritmo ed intenti divulgativi. Cast ENORME!

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    1. si certo, ben fatto, secondo me una micropecca solo un po' il finale , sono milionari e pochi sorrisi... sarò io troppo cinico...

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