lunedì 11 gennaio 2016

The nightmare 2015 recensione

The nightmare 2015 recensione

The Nightmare

Director:

 
★★★

Avete mai sentito parlare della paralisi del sonno? Wikipedia ci corre in aiuto e ci dice “La paralisi nel sonno, detta anche paralisi ipnagogica, è un disturbo del sonno in cui, nel momento prima di addormentarsi o, più spesso, al risveglio, ci si trova impossibilitati a muoversi. Questo disturbo dura molto poco, al massimo 2 minuti dal risveglio o pochi secondi prima di addormentarsi, talvolta di più, ma mai per un tempo oggettivamente lungo.” Il regista Rodney Ascher tramite questo documentario indaga il fenomeno attraverso otto persone che soffrono di questo problema però lo stile non è scientifico o giornalistico ma scava in profondità scandagliando e ricostruendo cinematograficamente esperienze inquietanti raccontate una dopo l’altra attraverso un atmosfera lugubre e degna di un film horror.

Nonostante i medici e scienziati associno il fenomeno fondamentalmente allo stress del soggetto, il regista, già famoso per un documentario su Shinig di Kubrick, costruisce la struttura dell’opera sul brivido notturno non disdegnando anche alcuni jump scare ben posizionati e mai dozzinali. La spina dorsale della narrazione e composta da una serie di interviste a persone che nella realtà hanno sofferto di questo disturbo, divise in capitoli per temi ricorrenti.

Tutti da piccoli, alcuni anche da grandi, abbiamo avuto paura dell’invisibile, delle ombre dietro la porta socchiusa, degli scricchioli inspiegabili, tutto scaturito dal senso di impotenza che solo l’oscurità e l’ansia può dare Il regista gioca proprio su questo, ci presenta ed impacchetta l’incubo nella definizione più classica. La costruzione stessa del documentario gioca attraverso la descrizione quasi leggendaria dei visitatori notturni attraverso il soprannaturale ed un pizzico di psicologia citando anche cult del cinema,della letteratura e dell’arte.

Bisogna dare atto che il regista entra completamente nelle teste dei suoi intervistatori riuscendo a rendere il senso di angoscia, attraverso una fotografia pulita e a tratti espressionista così da enfatizzare le paure più recondite però l’uso della CGI è talvolta avventato, quasi di basso calibro, e la ripetizione delle interviste che molte volte risultano abbastanza simili tra di loro non dando il ritmo giusto in varie parti della pellicola.

Il documentario è una sorta di mitologia antologica sull’argomento, interessante per chi vuole approfondire la questione.

Pro: struttura interessante, argomento accattivante, fotografia, stile

Contro:CGI posticcia, cali di ritmo evitabili

Voto: 6++

Target: horror ricercato


6 commenti:

  1. Oddio, sai che soffro di questo disturbo anch'io?! O almeno, ne soffrivo fino a pochissimi anni fa... è anche il tema centrale di un horror che si chiama "Shadow People", se non ricordo male! :)
    Mi sa che approfondirò l'argomento, nonostante tutto! XD

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    Risposte
    1. allora devi vederlo dato che l'argomento ti interessa...

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  2. Non riuscirei a guardarlo: ipocondriaca come sono comincerei a soffrire di questi sintomi un attimo dopo la fine del film!

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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