lunedì 22 febbraio 2016

Frequencies - OXV: The Manual recensione film

Frequencies - OXV: The Manual recensione film

Frequencies - OXV: The Manual

Director:

 

La bellezza e la peculiarità di alcuni scifi si vede dalla capacità di creare nuovi mondi, universi governati da leggi mai viste prima, questo è il caso di  Frequencies che fa di questo il suo punto di forza. In un futuro distopico la capacità di riuscire nella vita è già determinata in giovane età in base ad una frequenza personale, ci saranno soggetti ai quali gli eventi saranno sempre a favore e ce ne saranno altri destinati al fallimento. Quando  Zak e Marie si avvicinano la natura si ribella poiché hanno frequenze e personalità opposte.

Interessante pellicola immersa nel romance e nella fantascienza, fantasia più che scienza, storia di un amore impossibile in una struttura cervellotica ad esplicazioni sommesse. Lo stile della messa in scena e l’argomentazione ricorda la serie inglese Black Mirror ma qui non si parla di tecnologia si cerca piuttosto di spiegare alcune dinamiche reali attraverso un impianto fantascientifico metaforico non basato su concetti realmente scientifici. La storia del film è raccontata da diverse prospettive, viaggiando avanti e indietro nel tempo attraverso i personaggi, costellata di spiegoni che talvolta possono leggermente appesantire il ritmo ma necessari poiché volti al soddisfacimento dello spettatore assetato di conoscere le leggi che governano questo mondo alternativo.

Considerando il budget e la produzione questo film è un piccolo gioiello, fotografia pulita e fredda che varia al momento giusto, montaggio interessante sia dal punto di vista temporale che esplicativo e attori nella media.  Il regista si fionda su più generi intersecandoli in maniera piuttosto originale o comunque rara, ragionando per metafore, citando anche Kubrick qua e là, fino a sublimare in un finale a basi filosofiche  da rivedere più volte poiché forse troppo ermetico.

Pro: crea subito curiosità ed interesse nello spettatore, storia peculiare, buona gestione
Contro: forse talvolta il film è affossato dall’eccessiva cervelloticità ( ma questo potrebbe essere anche un pregio), poche spiegazioni e se ci sono prendono forma di spiegone.
Voto: 7
Target: scifi romance,  cervellotico
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Spoiler:

Per quanto riguarda il finale credo che Theo ( Dio dal greco)), sia il corrispettivo di Dio, nel senso che conosce tutto ed ha in mano lo schema che governa tutto, e che alla fine sia arrivato a capire come gli umani nonostante il determinismo causale degli eventi possano comunque vivere felici ignorando la questione, quindi applicando nonostante tutto il libero arbitrio. Voi che dite?


4 commenti:

  1. In rete si trova tutto, ma questo mi era sfuggito: me lo segno perché mi ispira! Un genere di fantascienza che è nelle mie corde.

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    1. è un film inglese del 2013, in Italia ancora inedito, ma i sub sono usciti quest'anno...

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  2. Tutto prestabilito ma liberi di ignorarlo...o addirittura di credere di esser liberi.la liberta secondo la tua logica sarebbe nel non interrogarsi sul perche ma viversi il momento.

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    1. ciao. Si, più che altro è la mia intepretazione del finale. :-)

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