sabato 13 febbraio 2016

L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo recensione film

L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo recensione film
L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo
    Prima data di uscita6 novembre 2015 (Stati Uniti)
    Durata2h 4m


★★★
Bryan Cranston, il leggendario Heisenberg della fortunata serie Breaking Bad, questa volta impersona Dalton Trumbo, uno sceneggiatore che combatte contro la Hollywood ingessata e irrigidita dalla  guerra fredda antisovietica. Il progetto dalle basi attoriali piuttosto interessanti purtroppo risente di una gestione generale troppo classica e canonica che ricalca quasi il televisivo.

Il film di Jay Roach fa fatica a venir fuori dalla sua prima metà piuttosto statica e resa interessante solo dalle peculiarità attoriali di Cranston, il plot acquista un certo ritmo allorquando alcune facce decisamente conosciute irrompono  sulla scena, il corpulento John Goodman sempre in forma e il bravo Louis C.K. innalzano il tono dando un certo supporto al bravo protagonista comunque non da oscar.

Trumbo, è uno sceneggiatore vecchia scuola che ha scritto numerosi lavori nella sua vasca da bagno, con una sigaretta in bocca e il bicchiere sempre pieno di scotch. Però quest’artista non era peculiare solo per il suo modo di lavorare ma ai tempi era considerato particolare anche per quanto riguarda le sue idee politiche e per questo ne fu perseguitato, era un membro tesserato del partito comunista. Cranston ci regala un ottima prova, sempre ingobbito, scontroso, il suo volto e le sue espressioni non sono mai uguali, gioca con i lunghi baffi , il bicchiere, la sigaretta, caratterizza il suo personaggio in maniera pregevole.

Il film comunque appare goffo e troppo semplicistico, è un classicissimo biopic pro Oscar, però è interessante come promemoria, per chi non conosce la storia americana degli anni 40 e la lista nera. Purtroppo paradossalmente sembra che l’elemento che non funzioni maggiormente è la sceneggiatura, un'unica chiazza che si espande senza punti veramente interessanti. Alla fine il film è chiaramente un omaggio per celebrare il coraggio di un uomo che difende i diritti fondamentali, una mossa direi più che prevedibile in chiave premi, però tutto sommato riesce grazie alla vivacità di sguardo a rimanere interessante fino al lieto fine.

Pro:  B. Cranston
Contro: gestione forse troppo televisiva, sceneggiatura statica
Voto:6+

Target: Biopic


10 commenti:

  1. Mi manca, mi manca! Non so se potrebbe piacermi o.o

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  2. Ne parlerò presto, ma anche questa volta siamo d'accordo, film molto classico, anche troppo, con un ottimo protagonista ;-) Cheers!

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  3. A me, invece, è piaciuto parecchio. Cioè, gli ho dato mezzo voto in più, ma per me non è deludente per nulla, anche perché agli Oscar se lo sono filato pochissimo. Leggero, interessante, d'altri tempi: poteva essere un polpettone, invece è una commedia retrò alla Saving Mr. Banks. Lui ottimo.

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    1. di Saving mr banks mi era piaciuto il sentimento, qui ho trovato la narrazione un po' troppo sciolta, non so forse sono io che mi aspettavo di più, cmq il film è interessante...

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  4. Non mi ispirava e continua a non ispirare.

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    1. è plasticoso, consigliato solo se ti stanno a cuore le faccine di Cranston

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  5. Da non amante di Cranston (più che non amarlo, non lo conosco) l'ho trovato un film bellissimo, interessante e coinvolgente. Certo, soprattutto in virtù degli attori coinvolti ma anche per il modo in cui viene raccontata la storia :)

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    1. non so secondo me sulla narrazione si poteva fare di più, tipo insistere sull'esperienza in prigione o enfatizzare le difficoltà insomma trovare qualcosa di più peculiare, sembra tutto troppo classico...

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