domenica 6 marzo 2016

The survivalist recensione film

The Survivalist recensione film

The Survivalist

Director:

 

★★★½

Cosa succederà dopo il picco del petrolio? Quando l’oro nero comincerà a scarseggiare rendendo le nostre vite lontane dall’energia facile e dal becero consumismo esasperato, cosa ne sarà di noi? Ce lo racconta l’esordiente regista Stephen Fingelton attraverso questo scifi thriller post apocalittico di poche parole ma molto intenso.
Dopo un’esplicazione concisa e pungente della situazione, veniamo subito immersi in un bosco umido, freddo e fangoso dove un uomo lotta contro la natura per il cibo e riparo, ha un piccolo orticello e risiede in una piccola casupola il tutto nascosto tra gli alberi e lontano da occhi indiscreti, classico stereotipo di una situazione post trauma sociale.

Il regista mette subito in chiaro l’andamento del film, lento, come la lentezza della vita quasi medievale del protagonista trasandato, ci mostra la sua routine da agricoltore, pianta semi, cura piante, ma ci mostra anche attraverso alcune scene le sue più profonde insoddisfazioni e insicurezze. Le giornate scandite solo dalla natura cambieranno repentinamente con l’arrivo di due ospiti. Fingelton usa questo pretesto per parlarci di sopravvivenza, vulnerabilità e bisogni viscerali. Ogni dettaglio, fisico e materiale è realistico, è tutto lercio, niente effetti speciali tutto girato con luce naturale, le immagini che in questo film sono più importanti delle parole parlano da sole e il sonoro è completamente ambientale ed in alcuni casi usato in maniera eccellente per creare tensione. Tutta la gestione dal punto di vista visivo degli attori e della piccola location è ottima , da una sensazione claustrofobica e di vulnerabilità ma allo stesso tempo di focolare domestico. 

Gli attori sono ottimi sia il protagonista profondo in ogni sguardo e sia la teatrale Olwen Fouéreé e la giovane Mia Goth di ( NiIfomaniac II ). Ottimo debutto per il regista nordirlandese che nonostante uno script che ha alcune lacune e manca di originalità riesce comunque a dare alle immagini la forza necessaria istaurando con lo spettatore una buona connessione che permette allo stesso di capire le scelte e le difficoltà dei protagonisti. All’interno di questa storia semplice ci sono evidenti riferimenti a rituali celtici e vari simbolismi che possono richiamare la situazione nordirlandese moderna, insomma, un film da non perdere per gli amanti del post apocalittico ma che comunque potrebbe far storcere il naso a chi non è abituato a certi ritmi.

Pro: attori, gestione registica, tensione
Contro: storia forse poco originale, qualcosa che non torna a livello di scelte di sceneggiatura
Voto: 7++

Target: post apocalittico, thriller, survival thriller


6 commenti:

  1. Nella mia lista delle cose da vedere, se mi dici che è merita parto già gasato ;-) Cheers!

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    1. per è me è stato abbastanza interessante da vedere per quanto riguarda il panorama indipendente...

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  2. Lento, ma bello, dici?!
    Mmm... potrebbe valere il tentativo! :)

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    1. è una specia di Z for Zachariah, ma più crudo..

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  3. lo proverò, grazie della segnalazione!

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