sabato 23 aprile 2016

Hush - Il terrore del silenzio recensione film

Hush - Il terrore del silenzio recensione film

Hush - Il terrore del silenzio (2016)





★★★

Flanagan salito alla già alla ribalta con il buon Oculus, sufficiente prodotto nel mare di mediocrità dell’horror moderno, grazie ancora al produttore re Mida Jeson Blum, patron della BlumHouse, confeziona questa volta un home invasion decoroso a bassissimo budget. Pellicola presentata al SXSW con un buon successo di critica e distribuita ad Aprile sulle piattaforme streaming internazionali, tra cui in Italia da Netflix che ne ha comprato i diritti anche in diversi paesi dimostrando ancora un ottimo fiuto per le piccole produzioni indipendenti.

Hush come già detto è un home invasion, ovvero in questo caso una donna vive sola in campagna e viene presa di mira da un serial killer. Fin qui niente d’incredibile, ma la particolarità che rende la pellicola interessante, seppur incanalata su stilemi di genere facilmente intuibili, è l’introduzione di una protagonista sordomuta. Maddie ( Kate Siegel )è una scrittrice di libri mystery thriller, sta per avere una serata rilassante con la sua amica Sarah, vive sola dato che si è lasciata da poco con il suo boyfriend, è giovane ed intelligente, vive tranquillamente nonostante le difficoltà di comunicazione data dalla sua condizione. Sarah una volta uscita per tornare a casa avrà una brutta sorpresa in mezzo ai boschi, ovvero un serial killer si accanirà su di lei e poi riverserà la sua brutalità sull’indifesa Maddie.


Il serial killer che apparentemente non ha un movente, infatti una dei difetti della pellicola è la scarsa caratterizzazione del personaggio negativo, si intestardisce in maniera quasi giocosa dopo aver capito che la cara Maddie ha un problema con l’udito, si prende gioco di lei facendo crescere la tensione e sfidandone il senso di sopravvivenza. Il plot si tramuta in un gioco gatto-topo dato che il killer non ne vuole sapere di spaccar vetri ed irrompere in maniera repentina, schernisce, ringhia, aspetta i movimenti della sua preda, si diverte malignamente. La scrittura e dialoghi ovviamente sono contratti e ciò che succede è schematico e pieno di cliché di genere nella prima parte, è il solito, però dopo aver esaurito gli elementi base di un home invasion il regista comincia a sfruttare il senso di privazione sensoriale della protagonista. Girato tutto in un'unica location per la maggior parte in condizioni molto buie, forse luci e scenografia potevano essere usate un po’ meglio esteticamente, nella seconda parte il ritmo prende il largo imperniando il tutto sul desiderio voyeur di un killer che vuole vedere la sua vittima indifesa e sulle menomazioni sonore di una Maddie che tenterà ad ogni costo di salvarsi.

Alla fine della fiera questo è un film che non aggiunge nulla di nuovo al sottogenere, non c’è veramente niente di fresco e lo script in alcune caratterizzazioni poteva essere scritto meglio con qualche minimo accorgimento in più, la regia fa il suo lavoro come gli attori ed il risultato finale è comunque interessante considerando il contesto.

Pro: tensione seconda parte

Contro: script, scarse caratterizzazioni e cliché

Voto: 6--

Target: horror americano, home invasion

6 commenti:

  1. Un po' noiosetto...
    Il regista ha potenziale, ma questo film qui faceva troppo giallo di Rai Due.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si la prima parte soffre, gli ultimi venti minuti sono ok...

      Elimina
  2. Mi sono fermato al voto perchè vedrò il film a breve, ripasso a leggerti, parola ;-) Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. i post cerco di farli tutti mno spoiler, la trama la limito al minimo, anche se il trailer già dice tutto... :-)

      Elimina
  3. Ne avevo letto in giro......intanto, lo segno...

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

condividi