giovedì 23 giugno 2016

Knight of cups recensione film

Knight of cups Knight of Cups

Titolo originale: Knight of Cups
Nazione: U.S.A.
Anno: 2015
Genere: Drammatico
Durata: 
Regia: Terrence Malick
Sito ufficiale: 

Cast: Christian BaleNatalie Portman, Imogen Poots, Jason Clarke,Cate Blanchett, Wes Bentley, Teresa Palmer, Antonio Banderas, Joe Manganiello, Joel Kinnaman, Nick Offerman, Nicky Whelan, Isabel Lucas, Freida Pinto
Produzione: Dogwood Films, Waypoint Entertainment
Distribuzione: Adler Entertainment
Data di uscita: 2015 (cinema)



★★★★

A questo tipo di film lo spettatore può avere due tipi di approccio che ne segnano anche la personalità cinefila, il primo contrassegnato dal raziocinio che porta ad una critica giusta emartellante all’opera e l’altro più vivace con le ali ai piedi e assoggettato alle atmosfere sognanti proprie del cinema di Malick, tutti e due hanno torto e tutti e due hanno ragione ed è per questo che è veramente difficile parlare di questo film.

Malick che ci aveva abituato a film distanziati da lunghi periodi di pausa ora chiude rapidamente la sua personale trilogia che, ora più che mai alla luce dei tre film completi, sembra avere un senso artistico. Dopo il bellissimo ma forse troppo ambizioso The Tree of Life e il forse meno riuscito To the Wonder mette su un’opera che è in linea con le due precedenti ma enfatizza al massimo la deriva anticonvenzionale delle sue personali caratteristiche narrative. Ci immerge nei meandri vuoti e pregni dell’edonismo moderno attraverso gli occhi di uno sceneggiatore hollywooddiano ( Christian Bale ), la pellicola non ha una vera e propria trama ma attraverso il voice over e immagini sempre coinvolgenti emotivamente cerca di imprimere nello spettatore sensazioni piuttosto che pensieri. La macchina da presa volteggia, il narratore sussurra e la musica ti avvolge, non c’è un frame che sia uno in cui la luce e la composizione non sia perfetta, fatta di immagini lussureggianti ed evocative. Knight of cups ( Re di coppe ) nei tarocchi rappresenta il cambiamento, la natura romantica, il portatore di nuove idee e un soggetto sotto costante stimolazione artistica ed intellettuale, intelligente, amabile ma che può essere anche facilmente persuaso o scoraggiato, se la carta è rovesciata rappresenta anche inaffidabilità e sregolatezza tutte argomentazioni presenti in questo film. L’universo cinematografico malickiano ormai ha preso il volo ed è fuori da ogni recinto, è completamente slegato dal cinema convenzionale, gli attori, un comparto niente male che va dalla Blanchett alla Portman, recita senza conoscere il plot e il montaggio è asservito solo alle sensazioni. Quello che se ne tira fuori è una visione quasi onirica ( personalmente per apprezzare meglio il film ho dovuto guardarlo un paio di volte ) che ad un occhio abituato a considerare le immagini più dello script può risultare estremamente ammaliante.

Gli spettatori che cercano in questo film una linearità sia narrativa che di significato possono tranquillamente cestinarlo, sarebbe solo un’inutile tortura, ma quelli che apprezzano i simbolismi e il carattere che si era visto in The tree of life potrebbero apprezzarlo tranquillamente. Certo la pellicola come già detto alla luce di critiche piantate con i piedi per terra soffre di ripetitività e c’è stata poca innovazione rispetto ai titoli precedenti ma in quest’opera tuttavia è intuibile lo scopo di questa decostruzione narrativa soprattutto se pensiamo alla personalità del protagonista mentre nei precedenti film della trilogia lo stile pareva essere forse un po’ vanaglorioso.

Comunque il film è una scorpacciata d’immagini fantastiche che faranno piacere ai nerd della fotografia e a chi saprà farsi trascinare dal flusso.

Pro: comparto tecnico, visionarietà

Contro: assenza di una vera e propria trama, originalità narrativa non rapportata però ai suoi precedenti lavori, in alcuni casi sembra ripetitivo



Voto: 8.5 ( sempre difficile dare un voto soggettivo, oggi più che mai estremamente personale )

4 commenti:

  1. Non so veramente cosa pensare su questo film... concordo sul tuo giudizio, tecnicamente è splendido, e io ho sempre adorato Malick, ma nei suoi ultimi lavori mi sembra abbia completamente perso il contatto col pubblico, anche il SUO pubblico...

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    1. non so alla fine il suo pubblico specifico ha avuto tempo di abituarsi al suo stile peculiare...

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  2. Non so... ho capito quello che voleva dirci il buon Terenzio, ma la mia metà pragmatica ha trovato non poche difficoltà, che però coi precedenti lavori non ci sono state...

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