lunedì 13 giugno 2016

La pazza gioia recensione film

La pazza gioia recensione film
La pazza gioia

Titolo originale: La pazza gioia
Nazione: Italia
Anno: 2016
Genere: Commedia
Durata: 118'
Regia: Paolo Virzì
Sito ufficiale: 
Social network: facebook

Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Anna Galiena, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Elena Lietti, Tommaso Ragno, Bob Messini, Francesca Della Ragione, Roberto Rondelli
Produzione: Lotus Productions, Manny Films
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: Cannes 2016 - Quinzaine des Réalisateurs
17 Maggio 2016 (cinema)




★★★

Dopo la nebbiosa Brianza, Virzì, ci porta in Toscana imboccando una strada diversa rispetto al suo ultimo precedente ma mantenendo il medesimo stile, ovvero descrivendo un mélange di rapporti umani dalla buona tenuta drammaturgica forse un po’ spuntata nel finale.

Protagoniste della pellicola sono due ospiti di “ Villa Biondi”, ovvero, Beatrice ( Valeria Bruni Tedeschi ) e Donatella ( Micaela Ramazzotti ) che si muovono tra le mura della villa che un tempo era un’antica dimora signorile in una campagna luminosa mentre ora è una casa di recupero per donne affette da disturbi mentali. Dal trailer il film appare come un road movie che inneggia a Thelma & Louise, ma c’è di più, la sensibilità del regista per quanto riguarda i suoi personaggi è protagonista così come una certa coralità. La Beatrice è un personaggio che strappa applausi e risate, una nobildonna tra i plebei, il suo modo di parlare e di agire diverte ma fa anche pensare a che tipo di trauma possa aver vissuto, mentre la Donatella è una ragazza totalmente opposta alla precedente, autolesionista ma più piantata nel reale. Le due diverranno amiche ed avranno una piccola avventura dove si passerà dal divertimento al dramma più puro. La prova della Bruni Tedeschi è eccezionale, una delle migliori attrici italiane su piazza, perfetta nell’interpretare le indecisioni e i miasmi cervellotici di una donna densa di problemi come già avevamo visto nel capitale umano, mentre la Ramazzotti, buona anch’essa, ha comunque sempre quel tono vocale un po’ troppo sopra le righe forse a tratti esagerato e fuori luogo.

Girato in Toscana sfruttando i paesaggi e colorando tutto con una fotografia pastellosa il film è condito da sprazzi di falsa gioia su una base anche divertente soprattutto nella prima parte. La regia narra il tutto con un particolare occhio al mondo femminile dato le protagoniste ed i loro problemi, dal punto di vista tecnico all’altezza dei precedenti mentre per quanto riguarda la scrittura ci sono qui è là elementi sornioni atti a toccare i tasti giusti in maniera piuttosto plateale e poco naturale, questo problema si gonfia soprattutto nella parte finale dove uno spiegone poco elegante infarcisce un finale troppo da”fiction”.

Comunque non tra i migliori del regista ma film interessante, film che si aggrappa all’ebbrezza della fuga e allo sviluppo di un’empatia verso le protagoniste ma che va a diluirsi in un costrutto piuttosto commerciale con un finale dolciastro un po’ infiacchito e non all’altezza.

Pro: Valeria Bruni Tedeschi, regia, prima parte

Contro: parte finale, scrittura sorniona

Voto: 6.5

Target: commedia a tratti drammatica, road movie

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4 commenti:

  1. Anch'io ho poco gradito l'happy ending forzato, però il resto mi è piaciuto molto. Un film in cui c'è tanto.

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    1. è il film commericiale italiano, ma quello buono

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  2. Virzì è tra i miei registi italiani preferiti... questo film a dire il vero non mi ispira come i suoi precedenti, ma lo guarderò sicuramente appena possibile!

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