domenica 26 giugno 2016

Tutti vogliono qualcosa recensione film

Tutti vogliono qualcosa recensione film
Tutti vogliono qualcosa
Titolo originale: Everybody Wants Some!!
Conosciuto anche come: That's What I'm Talking About, Dazed and Confused 2
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Commedia
Durata: 117'
Regia: Richard Linklater
Sito ufficiale: www.everybodywantssomemovie.com
Social network: facebook

Cast: Blake Jenner, Juston Street, Ryan Guzman, Tyler Hoechlin, Wyatt Russell, Temple Baker, Glen Powell, Zoey Deutch, Adriene Mishler, Jessi Mechler, Taylor Ashley Murphy, Sophia Taylor Ali, Ernest James, Courtney Tailor
Produzione: Annapurna Pictures, Detour Filmproduction, Paramount Pictures
Distribuzione: Notorious Pictures
Data di uscita: 16 Giugno 2016 (cinema)





★★★½

Linklater dopo i recenti successi di Boyhood si cimenta in una tipologia di film semplice ed immediata che fonda le sue basi su elementi già sviluppati in ogni maniera negli anni ma riesce a cavarci fuori un piccolo gioiellino rilassante e che scorre via piacevolmente rimanendo in equilibrio tra il banale e l’intrattenimento ragionato.

Il plot è abbastanza semplice e classico, una combriccola di studenti si appresta a vivere una delle avventure più affascinanti della loro vita, il college. Loro non sono normali studenti , fanno parte di una vittoriosa squadra di baseball, vivono separati dal campus in una casa tutta loro e sono alla continua ricerca di studentesse disponibili. E’ chiaro che la struttura del film ha come base principale i concetti goliardici che avevamo imparato a vedere nello splendido Animal House e addirittura in Porky’s,  genere che poi era ritornato alla ribalta con l’agognato American Pie, l’alone post adolescenziale si respira anche qui ma con più garbo e con una cura dei dettagli che rende il tutto quasi un affresco colorato degli inizi anni 80’. Il gruppo di amici viene seguito nella settimana immediatamente antecedente ai primi giorni di lezione e questo la dice lunga sulla concezione che il regista voglia dare alla storia, quasi fosse l’attesa del grande passo a creare una sorta di vuoto dove i protagonisti non sono ne troppo piccoli quindi completamente fuori da ogni preoccupazione e ne troppo grandi per averne troppe, ecco Linklater cerca di fotografare questo momento e ci riesce in maniera pulita. Dopo essere entrati nel mood e nell’atmosfera giusta anche attraverso la splendida soundtrack d’altri tempi, sembra di essere in una capsula del tempo dove i costumi, le acconciature, i modi di fare e di vivere sono perfettamente messi in scena e reinterpretati in maniera solare. Le conversazioni e le battute anche di poco conto funzionano senza esagerare e non rovinano mai l’atmosfera, la regia non si vede ma allo stesso tempo è fondante senza interferire, molto quadrata ma esteticamente equilibrata. Se da un lato si dice che il film sia il sequel di Danzed and Confused dall’altro si può notare come l’inizio della storia prende forma proprio lì dove finiva Boyhood, forse solo una coincidenza ma oramai siamo abituati a considerare questo regista come cantore delle stagioni umane e dei sentimenti.

Nei momenti migliori la pellicola funziona veramente alla grande e nonostante si stia vedendo roba che è e può sembrare banale l’occhio non si annoia grazie ad unione di musica e messa in scena perfetta condita da un edonismo tanto superfiale quanto affascinante.

Pro: messa in scena, semplicità che non annoia, musiche e il décor
Contro:  forse troppo poca carica emotiva
Voto: 7.5


2 commenti:

  1. Non nego che questo genere di film a me piace assai, con la sua leggerezza goliardica che mi affascina e, perché no, mi fa star bene. Quindi credo non me lo lascerò scappare, lo vedo adatto a queste giornate estive.

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