venerdì 22 luglio 2016

Approaching the unknown, I miei giorni più belli, Warcraft l'inzio, l'ultima tempesta recensione film

Approching the unknown, I miei giorni più belli, Warcraft l'inzio, l'ultima tempesta recensione film

Approaching the Unknown




Peccato, l’esordio alla regia di Rosenberg sembra piuttosto piatto. E’ un dispiacere perché non sono tanti i registi che scelgono di esordire con uno scifi a basso budget. La trama è super semplice e lineare, uno scienziato inventore di una macchina che estrapola dal terriccio acqua, viene inviato su Marte come primo uomo sul pianeta rosso. Ad una prima occhiata il film ha dei punti di contatto molto evidenti con The Martian, a parte il budget, c’è un uomo solitario lontano dalla terra ed in difficoltà, un Mark Strong che tiene su tutta la baracca attraverso i suoi monologhi senza dei quali il film sarebbe ancora più soporifero. Passando sugli errori di sceneggiatura “scientifica” quali il mancato range dei messaggi satellitari o forme astruse e colorate nello spazio fuori posto, la realizzazione tecnica-scientifica di ciò che avviane è talmente all’acqua di rose che potrebbe far pensare al tutto come solo frutto dell’immaginazione del protagonista, comunque il film cerca di descriverci la solitudine, l’amore per la scienza e il senso dell’immenso non tenendo botta assolutamente sia ad altri film del genere sia a livello generale. Abbastanza piatto e monotono.
voto: 5--

I miei giorni più belli

Titolo originale: Trois Souvenirs de ma Jeunesse
Conosciuto anche come: My Golden Days, Nos Arcadies
Nazione: Francia
Anno: 2015
Genere: Drammatico
Durata: 123'
Regia: Arnaud Desplechin
Sito ufficiale: 

Cast: Quentin Dolmaire, Lou Roy-Lecollinet, Mathieu Amalric, Dinara Droukarova, Cécile Garcia-Fogel, Françoise Lebrun, Olivier Rabourdin
Produzione: Why Not Productions
Distribuzione: Bim Distribuzione
Data di uscita: 22 Giugno 2016 (cinema)
Desplechin si cimenta in un racconto coming of age in maniera sensibile e matura somministrando l’irruenza giovanile in maniera equilibrata tramite una narrazione non banale. La gestione registica mantiene uno stile giocoso pieno di trucchi cinematografici, scene a split screen, personaggi che leggono e parlano in macchina e il diaframma della camera che in alcuni determinati momenti si rimpicciolisce, tutti espedienti non subitaneamente afferrabili ma utili al contesto. Il plot è diviso in capitoli ed esplora i ricordi del protagonista, si passa dal capitolo drama, allo spy adventure, al romantico. Il capitolo dedicato alla storia d’amore tratta temi già battuti ma riesce grazie ad una gestione attoriale e fondamentalmente di regia a non appiattire il tutto filtrando tutto in maniera morbida che grazie ad ottimi dialoghi rendono la pellicola facile da digerire allo stesso tempo interessantissima. Film un po’ di rimpianto un po’ dolorosamente nostalgico ma largamente dolceamaro posato su basi risapute ma raccontate attraverso metodi non convenzionali, ma senza esagerare.
voto 7.5

Warcraft - L'inizio

Titolo originale: Warcraft
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Azione, Avventura, Fantastico
Durata: 123'
Regia: Duncan Jones
Sito ufficiale: www.warcraft-themovie.com
Sito italiano: www.warcraft-ilfilm.it
Social network: facebooktwitter

Cast: Ben Foster, Paula Patton, Robert Kazinsky, Toby Kebbell, Travis Fimmel, Daniel Wu, Dominic Cooper, Ben Schnetzer, Ruth Negga
Produzione: Atlas Entertainment, Blizzard Entertainment, Legendary Pictures, Warner Bros.
Distribuzione: Universal Pictures
Data di uscita: 01 Giugno 2016 (cinema)
La Legendary Pictures porta sullo schermo orchi, maghi e battaglie di Warcraft lasciando tutto nelle redini di D. Jones, l’ottimo regista di Moon e Source Code, che purtroppo qui cede sotto la pressione del blockbuster e non riesce a dare il suo consueto approccio cinematografico alla materia. Il risultato è un adventure movie in stile signore degli anelli che sicuramente funzionerà per quelli che sono stati gli appassionati giocatori del medesimo videogame mentre potrebbe lasciare di sasso un pubblico che cercava qualcosa di più di una CGI in 3d ed un paio di battaglie. La pellicola forse parte già male dal casting avvalendosi di attori dalle medie potenzialità che qui comunque non danno il meglio rimanendo anche incastonati in un tipo di scrittura generalista tesa solo alla creazione di una saga e dal banalissimo sviluppo, evidenti anche alcuni tagli forzosi che permettono di capire a pieno il mondo e la storia solo agli eletti videogiocatori. Il plot è lento nel costruire lo slancio drammatico che poi si rivela essere alquanto fallace in quanto ad emozioni. Un giocattolone dove la computer grafica la fa da padrone, da questo regista mi aspettavo ben altro, evidentemente non ha avuto modo di esprimere la sua verve creativa incastonato tra sfondi verdi, motion captures e la pesantezza dell’alto budget.
voto 5--

L'ultima tempesta

Titolo originale: The Finest Hours
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 117'
Regia: Craig Gillespie
Sito ufficiale: 

Cast: Chris Pine, Holliday Grainger, Casey Affleck, Ben Foster, Eric Bana, Kyle Gallner, Graham McTavish, Rachel Brosnahan, John Magaro, Michael Raymond-James, Abraham Benrubi, Josh Stewart, Beau Knapp, Matthew Maher, Benjamin Koldyke, Keiynan Lonsdale
Produzione: Walt Disney Pictures, Whitaker Entertainment
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita: 31 Marzo 2016 (cinema)
Produzione Disney alquanto inusuale, storia di come la US Coast Guard durante la “tempesta del secolo” ha tratto in salvo l’equipaggio di una petroliera alla deriva presso Cape Cod grazie solo ad uno sparuto gruppo di marinai munito di un solo piccolo vascello. Film da intrattenimento, ma molto serio e curato nei dettagli visivi con un cast di tutto rispetto guidato da un C. Affleck di poche parole ma incisivo. Il film nonostante sia stato un grosso investimento non ha grosse pretese, questo sicuramente è da considerare come elemento negativo che ha contribuito a rendere il tutto un buco nell’acqua nel mare cinematografico. La parte iniziale è un period drama visivamente sufficiente ma che ricalca gli stereotipi senza ritegno mentre la seconda parte vira sull’action e sul disaster movie. Sceneggiatura basilare e una regia senza guizzi che non permette la drammatizzazione completa rendendo tutto più mieloso e morbido del solito. Film giustamente snobbato.
voto 5

2 commenti:

  1. Dal trailer Approaching the Unknown sembrava interessantissimo, e invece l'hanno stroncato tutti... peccato!

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