venerdì 1 luglio 2016

El cadáver de Anna Fritz recensione film

El cadáver de Anna Fritz recensione film

El cadáver de Anna Fritz (2015)





★★★


La Spagna ci ha abituato a fugaci ma interessanti film di genere da intrattenimento nell’ultimo decennio, da qualche anno la folata ha diminuito il suo vigore ma continua a sfornare pellicole a basso costo interessanti e di buone potenzialità soprattutto per quanto riguarda il thriller.  Chi è Anna Fritz? Anna è una attrice spagnola  che andata giù di droghe in maniera esagerata fino alla morte forse durante un party.

La pellicola ci introduce subito all’interno dell’obitorio, vediamo subito una barella trasportata verso il deposito mortuario, su di essa il corpo di Anna ancora bello ma ormai senza vita mentre radio e tv in sottofondo ci danno delucidazioni sull’accaduto facendoci capire come ella era un’artista piuttosto affermata. Il timido inserviente dell’obitorio manda una foto del cadavere a due dei suoi amici che ora vogliono vederla, vogliono vedere la famosa Anna Fritz morta. Il film procede grottescamente attraverso questi tre personaggi fino a quando non avverrà la decisione da parte di uno dei tre di farci addirittura sesso. L’elemento necrofilo è il fattore scatenante, l’innesco di tutta la tensione che se prima si reggeva su venature horror date dall’atmosfera ora diventa un thriller a tutti gli effetti ma non disturbante come si potrebbe pensare dato l’argomento, la gestione registica si mantiene sempre un filo grottesca data la personalità dei personaggi sopra le righe e forse troppo monodimensionale, che in questo caso aiuta a non rendere troppo serio il tutto. La costruzione dei primi minuti è tutta adibita al colpo di scena che si può vedere comunque all’interno del trailer, Anna si sveglia nel bel mezzo di un amplesso necrofilo sconvolgendo i tre ragazzi.


Il film ha il pregio di essere di facile visione nonostante l’argomento, gli impulsi macabri sono bilanciati senza esagerare e la pellicola arriva sempre dritta al punto senza gingillamenti di troppo, infatti dura veramente poco. Nella seconda parte  con Anna rediviva il regista ha la possibilità di eseguire un piccolo esercizio di stile in salsa thriller con pochi attori e poche stanze, direi ben riuscita per un esordiente. Tutta la consequenzialità al fattaccio comunque rispetta troppo le norme di genere ma non annoia  mai e nonostante gli attori non siano eccelsi e le trovate e la caratterizzazioni non proprio originali il plot si regge in piedi ed arriva al finale con una certa dignità.  Budget bassissimo, poche risorse a disposizione e girato molto velocemente dall’esordiente Hector Hernandez Vicens  che riesce a sfruttare la dimensione spaziale claustrofobica dell’obitorio e tenere la tensione sempre alta dando allo spettatore una sorta di brivido malsano e compassione per la giovane eroina protagonista.

Pro: tensione, compattezza e fluidità
Contro: direzione attori e loro caratterizzazione
Target: thriller macabro

Voto: 6.5

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