giovedì 7 luglio 2016

It follows recensione film

It follows recensione film
It Follows

Titolo originale: It Follows
Nazione: U.S.A.
Anno: 2014
Genere: Horror
Durata: 100'
Regia: David Robert Mitchell
Sito ufficiale: www.itfollowsfilm.com
Sito italiano: www.midnightfactory.it/film/it-follows
Social network: facebook

Cast: Maika Monroe, Keir Gilchrist, Carollette Phillips, Loren Bass, Olivia Luccardi, Lili Sepe, Jake Weary, Daniel Zovatto, Linda Boston, Ruby Harris, Bailey Spry, Debbie Williams
Produzione: Northern Lights Films, Animal Kingdom, Two Flints
Distribuzione: Koch Media
Data di uscita: 06 Luglio 2016 (cinema)




★★★★

Una miscela di atmosfere slasher anni 80’ quindi classiche dell’orrore più elementi metaforici coming-of-age alla Carpenter, è questo il punto di partenza di questa perla indipendente che offre un certo thrilling modulato sapientemente unendolo ad una certa profondità allegorica.

Siamo alla periferia di Detroit, una di quelle città americane dove è difficile vivere, seguiamo le vicende di un gruppo di giovani della periferia che sarà braccato da una presenza invisibile, questa presenza è la materializzazione delle loro paure ed è virale, passa di persona in persona attraverso il sesso. Il soggetto una volta contratto questo “morbo” soprannaturale dovrà quindi a tutti i costi fare sesso con un’altra persona per potersene liberare. La presenza che ha un incedere quasi zombesco segue la sua preda lentamente ( da qui il titolo del film “It follows”) fino a quando non la possiede uccidendola, una volta ottenuto il suo scopo passa al penultimo della lista. In questo modo anche chi se ne libera non sarà mai certo della sua salvezza e dovrà vivere nella speranza che il partner a cui ha passato la maledizione sia ancora vivo e l’abbia passato ad altri. Chiaro che l’elemento centrale su cui fa perno il regista è l’ineluttabilità delle certezze scolpita qui in maniera magistrale ed attraverso un racconto che a  prima vista e che se letto su carta stampata può sembrare semplicistico o bambinesco.
Il piano sequenza messo in scena nei primi minuti segna il profilo stilistico della pellicola, fotografia perfetta macchina che si muove lentamente condita da una musica sintetica piena, una ragazza corre per le strade della periferia in fuga da una presenza invisibile, pochi istanti dopo vediamo il suo corpo spezzato malamente in spiaggia. Jay, la protagonista , un ottima Maika Monroe, finisce legata ad una sedia dove il suo ultimo degli amanti le spiega la nuova sfida da affrontare e le intima assolutamente di andare a letto  con qualcun altro così da allontanare la presenza. Su questa linea si potrebbe mettere in scena un’astuta metafora sulle malattie sessualmente trasmissibili ma non è così perché Mitchell furbescamente invece fonda lo strato allegorico del film piuttosto sulla confusione sessuale che prova un inesperto agli albori della sua giovinezza rendendo tutto meno diretto ma molto più affascinante.

Il direttore della fotografia ci riempie di immagini su tonalità pastello e luci estremamente calcolate, tutta la scenografia è composta da oggettistica vintage che dona all’occhio una certa tonalità poetica  mentre il sonoro è punteggiato da una triste musica sinth. Il plot è ciò che accade non fa propriamente paura o orrore nello spettatore ma rende bene il disagio associato a qualcosa che lentamente incede inesorabile. Mitchell sembra gestire il film in maniera quasi onirica lontana dalla realtà, tutto si svolge in un quartiere a parte poche altre location, i genitori dei protagonisti non sono mai presenti, sembra di essere negli anni 80’ ma non viene mai specificato e non ci viene spiegato niente della presenza e della maledizione rendendo tutto più misterioso e paradossalmente più realistico. La regia evita sapientemente i luoghi comuni orrorifici e cerca di mantenersi in equilibrio quasi a livello autoriale riuscendo ad inserirsi in una tematica letteraria poi ampiamente citata nel finale. Insomma questa è una pellicola che grida fatalità e non fa propriamente paura ma ne esplora gli anfratti più intimi.

Pro: regia,estetica, protagonista, ricercatezza, tensione
Contro: alcune scelte narrative nella seconda parte

7 commenti:

  1. Io l'ho trovato davvero insensato...
    Ricordo ancora la scena della piscina. Ricercato, sì, ma per me con scelte totalmente buttate lì. L'ho proprio odiato! :)

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    1. infatti alla piscina faccio riferimento nei contro ( anche se i ragazzi hanno 18 e 19 anni quindi le cazzate possono essere considerate ), ma il film non è insensato secondo me, come dico sopra rappresenta bene l'ineluttabilità delle certezze a livello cinematografico, secondo me è grande cinema anche se molto particolare come narrazione

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  2. tecnicamente ineccebibile ma noiossimo, poco spaventoso e pure un filino bigotto, stà cosa che se fai sesso muori mi ha convinto poco davvero..o forse ho già abbondantemente passato l'età per apprezzare film del genere..peccato perché la sequenza iniziale prometteva grandi cose...

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    1. secondo me non è bigotto, la protagonista è una che fal quel che vuole e questo non è mai criticato dal film, io ho letto il tutto come una descrizione dei pruriti giovanili e della scoperta del sesso meccanico dal punto di vista materiale mentre dal punto di vista psicologico è chiaro che parla dell'angoscia delle certezze

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    2. a differenza di tutti gli horror anni 80' dove se fai sesso muori, qui in generale se fai sesso vivi :-)

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  3. Bombetta, Carpenteriano e ben fatto, finalmente è anche uscito in sala ;-) Cheers!

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    1. per me il miglior film di genere degli ultimi anni...

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