sabato 27 agosto 2016

Il diritto di uccidere recensione film

Il diritto di uccidere film recensione
Il diritto di uccidere
Titolo originale: Eye in the Sky
Conosciuto anche come: 
Nazione: Regno Unito
Anno: 2015
Genere: Drammatico
Durata: 102'
Regia: Gavin Hood
Sito ufficiale: www.bleeckerstreetmedia.com/eyeinthesky

Cast: Helen Mirren, Aaron Paul, Babou Ceesay, Carl Beukes, Alan Rickman, Richard McCabe, Iain Glen, Faisa Hassan, Barkhad Abdi, Phoebe Fox, Tyrone Keogh, Lex King, John Heffernan, Daniel Fox
Produzione: eOne Films, Entertainment One Features Raindog Films
Distribuzione: Teodora Film
Data di uscita: 25 Agosto 2016 (cinema)

I droni, ormai quasi il simbolo della guerra moderna e alla lotta al terrorismo, sono velivoli che sembrano quasi futuristici rispetto ai nostri tempi ma che sono estremamente utilizzati creando una nuova frontiera della guerra, quella a distanza.

Negli ultimi tempi c’era già stato un altro film sull’argomento, presentato a Venezia,  Good Kill, un film abbastanza riuscito fino ad un brutto e retorico finale, invece questo film di produzione inglese mette da parte la politica di propaganda per svelarci i giochi di potere ponendoci comunque dinanzi ad un dilemma quasi classico del genere, ovvero quello derivante dall’umanizzazione del soldato quando si trova alla scelta di sacrificare pochi per salvare molti. Si, perché i soldati che gestiscono i droni tra i quali anche un credibile A. Paul, sono forse eccessivamente sensibili se proprio si sta a guardare il capello, ma tutto questo è comunque artisticamente accettabile per estrapolare ciò che serve alla storia e per creare più pathos. Il tutto si svolge tra l’Inghilterra, una base negli Usa, nelle Hawaii ed infine il Kenya dove risiede un organizzazione terroristica che annovera tra i componenti anche una cittadina britannica estremamente pericolosa. Dopo anni l’esercito britannico, qui rappresentato da un’algida e risoluta H. Mirren, riesce a rintracciare una cellula terroristica proprio nel momento in cui sta organizzando un attentato suicida, i militari e le varie parti dopo varie discussioni son pronti ad eliminarli grazie ad un colpo chirurgico congiunto dall’alto, ma tutto va a rotoli quando l’incaricato nota una bambina che vende il pane nelle vicinanze.
Si capisce quale sia il punto focale del film, ma la pellicola non è solo questo, si focalizza anche sulle connessioni e gli aspetti di potere tra le varie figure coinvolte sia di basso livello che di alto. La gestione registica è di quelle classiche per i film dedicate al genere terrorismo, regia quasi invisibile ed un ottimo montaggio condito ovviamente da riprese aeree direttamente da drone. Tanti attori bravi dal già citato A. Paul, forse l’interpretazione migliore dopo Breaking Bad, una risolutissima H. Mirren che incarna la compostezza inglese e l’ultima apparizione di A. Rickman qui veramente concentrato, riesce a dare spessore ad un personaggio con poco minutaggio. Comunque buon ritmo, ping pong tra i vari personaggi e le varie sfere di potere più iwar thriller che tiene seduti fino alla fine. Forse il realismo è un po’ accantonato in certe situazioni in favore del sentimento ma almeno alla fine della fiera non è un opera di propaganda come la maggior parte delle pellicole Usa sull’argomento.

Pro: ritmo, argomento interessante, buoni attori
Contro: situazioni forse già viste altre volte

Voto: 7+

2 commenti:

  1. Il cast e l'argomenti mi interessavano, non sapevo se poteva anche essere un bel film, grazie per la conferma ;-) Cheers!

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