giovedì 1 settembre 2016

La famiglia Fang recensione film

La famiglia Fang recensione film
La famiglia Fang

Titolo originale: The Family Fang
Conosciuto anche come: 
Nazione: U.S.A.
Anno: 2015
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 107'
Regia: Jason Bateman
Sito ufficiale: 
Social network: facebook

Cast: Nicole Kidman, Jason Bateman, Christopher Walken, Maryann Plunkett, Kathryn Hahn, Michael Chernus, Josh Pais, Marin Ireland, Joe Lanza
Produzione: Aggregate Films, Red Crown Productions, Blossom Films
Distribuzione: Adler Entertainment
Data di uscita: 01 Settembre 2016 (cinema)

Jason Bateman l’ho conosciuto bene grazie alla simpatica sit-com Arrested Development e grazie ad alcuni suoi ruoli comunque di secondo piano in svariati film tra cui uno dei più famosi “ Come ammazzare il capo e vivere felici”, ignoravo il fatto che fosse anche regista dato che questo è il suo secondo lavoro. La storia, che trae spunto dall’omonimo libro del 2011 è una commedia grottesca che protende le sue mani verso il drama soprattutto nella seconda parte. Fondamentalmente è la storia di due fratelli in balia dei loro genitori, due soggetti alquanto bizzarri e famosi nell’ambiente della perfomance art. Bateman dirige molto bene gli attori, punto di forza dell’opera, aiutato anche della loro bravura innata, stiamo parlando di Nicole Kidman che interpreta un’attrice non è contenta della sua carriera, mentre il fratello interpretato da Bateman stesso è l’elemento tra i due più roccioso e grintoso, i due insieme ne hanno passate tante come ci descrive l’incipit del film grazie alla descrizione di una performance nella quale loro erano soltanto bambini.

Ma i veri “ personaggi” sono quella coppia di burloni dei loro genitori, mai domi e completamente dediti all’arte e soprattutto fuori di testa. Christopher Walken e Maryann Plunkett sono perfetti nel ruolo, soprattutto Walken merita una menzione speciale dato che anche egli stesso da piccolo fu un art performer. Ma cos’è questa tipologia d’arte? Wikipedia recita:

La performance art, resa in italiano come performance d'arte o performance d'artista, è un'azione artistica, generalmente presentata ad un pubblico, che spesso investe aspetti di interdisciplinarità. Una performance o azione può essere scritta seguendo un copione o non scritta, casuale o orchestrata attentamente, spontanea o pianificata, con o senza coinvolgimento di pubblico. Una performance può inoltre essere eseguita dal vivo o presentata tramite dei media. Il performer può quindi essere anche assente nel momento della presentazione. Un'azione performativa coinvolge generalmente uno o più dei quattro elementi base: tempo, spazio, Il corpo del performer, o in alternativa la sua presenza in un medium, e la relazione fra il performer e il pubblico. La performance d'artista può essere fatta in qualsiasi luogo e senza limiti di durata. L'azione di un individuo o di un gruppo in un particolare luogo e in un particolare lasso temporale costituisce l'opera stessa.

Ai miei occhi profani e poco esperti di questo genere preciso d’arte, mi è parso di capire che le opere messe in scena dai suddetti, fruibili all’interno del film grazie ad un montaggio a flashback azzeccato, siano piuttosto giocose e dadaiste quasi simili ad una candid camera piuttosto che critiche verso la società. Ma non è della forma d’arte che la pellicola ci vuole parlare ma piuttosto del rapporto figli – genitori dato che loro, come detto, sono coinvolti nell’avventura fin da piccoli cosa che naturalmente ha creato risentimenti nel futuro sia per quanto riguarda la vita in generale sia per quanto riguarda la considerazione dei loro genitori e del concetto di famiglia stessa. Tutto questo è anche snocciolato in maniera simpatica e direi piuttosto originale grazie al plot abbastanza interessante andando a creare anche un clima di mistero e dicotomia gioco – realtà che però verrà risolto in un finale estremamente insipido date le premesse.

La regia ci racconta il tutto con un certo brio visivo, con un piglio grottesco niente male ma non riesce a dare quel colpo finale all’altezza che permette allo spettatore di rimanere con il palato piacevolmente colpito a fine visione. Interessante tentativo, Bateman se ci riprovi ti aspettiamo.

Pro: comparto attoriale, gestione visiva
Contro: parte finale
Voto: 6

5 commenti:

  1. Concordo col tuo sei.
    L'ho trovato né carne e né pesce, impalpabile.

    RispondiElimina
  2. ce l'ho in pole position non appena lo streaming smette di fare capricci..vedremo

    RispondiElimina
  3. L'ho trovato oltremodo debole, senza una direzione precisa. A dispetto dei numeri proposti non è un film che, come dire, morde. Ancorato in una dimensione monodimensionale, piatta. Regia anonima, la Kidman spenta, un uso fastidioso della ottima colonna sonora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti la parte finale va in calando e lascia l'amaro in bocca, ma alcune idee ci sono nel montaggio nella discreta fotografia e qualcosa nel cast, si è un occasione sprecata ma almeno l'argomento era interessante... tuttavia anche io sono deluso

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

condividi