venerdì 23 settembre 2016

over your dead body ( Kuime ) recensione film

over your dead body recensione film

Kuime

Director:

 

Writer:

  (screenplay)

L’ennesima pellicola di T. Miike trae spunto da una storia classica giapponese( Yotsuya Kaidan ) raccontata innumerevoli volte da tanti registi anche illustri del Sol Levante, la suddetta storia potrebbe essere considerata l’archetipo o la quinta essenza dell’horror e del gotico dell’isola asiatica. Scritta a metà del diciannovesimo secolo essa racconta di Iemon, un samurai caduto in disgrazia, che anela riconquistare la gloria e la trova in Ume, la bella figliola di un ricco mercante. Ma Iemon è già sposato, tutto questo porterà all’avvelenamento di Oiwa sua moglie, poi deturpata in volto dalla tossina sprigionata dal veleno somministratole per eliminarla ed uccisa dallo stesso credendola un demone, ella poi tornerà a punzecchiare la coscienza del samurai fino a fargli compiere un tragico errore. Miike questa volta non si limita a rimettere in scena il racconto ma inserisce un parallelismo tra la storia classica e la modernità attraverso il teatro. 

I protagonisti del film sono attori che stanno mettendo in scena la già citata ghost story, ma quello che succede in scena accade  anche nella vita reale, trama direi poco innovativa se non fosse che il regista in questione è un tipo non convenzionale. La costruzione della tensione è lentissima, si passa dalla finizione alla realtà in maniera piuttosto leziosa, le sequenze “teatrali” sono magnifiche agli occhi e la regia in generale è molto arty, dato il built up abbastanza sommesso potrebbe essere una pellicola di difficile digestione per molti ma se avete amato Audition la questione è la stessa, un lento dramma psicologico che nel finale si trasforma ed esplode, anche se questo film è inferiore al suddetto. Il regista non fa uso di jump scare, si serve dei colori e della regia per dare disagio, in almeno un paio di scene lo spettatore medio potrebbe rimanere inorridito dagli avvenimenti ma questo c’era da aspettarselo in un film del genere. 

Come al solito tutto non è spiegato alla perfezione e ci sono alcuni livelli e collegamenti della storia che potevano essere sviluppati in maniera più chiara, ma queste imperfezioni lasciano anche lo spettatore all’immaginazione. Non tra i miglior film di Miike ( non li ho visti tutti dato che sono una marea, ma sicuramente ne ho visti migliori) ma in fin dei conti nonostante personalmente abbia avuto una certa sofferenza per i ritmi questa è un'opera che mi ha abbastanza soddisfatto, non solo il plot che mi ha fatto conoscere un pezzo di cultura giapponese che ignoravo, attraverso meravigliose sequenze in teatro intersecate ad un horror thriller moderno, ma anche il livello d’atmosfera non è niente male e nella maggior parte dei casi peculiare. Consigliato ai cinefili filoasiatici.

Pro: regia, attori ottimi
Contro: ho sofferto il ritmo a tratti, peso specifico

Voto 7 -- ( si eleva sicuramente dalla media ma con qualche difetto )
trailer:

3 commenti:

  1. Non l'ho ancora visto, ma i film di Takashi Miike - anche quelli meno riusciti o completamente sbagliati - hanno sempre qualcosa da dire

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  2. Questo regista riesce sempre a inquietarmi! :P
    Comunque sono interessatissima, soprattutto dal momento che hai fatto riferimento ad alcuni dettagli inaspettati della cultura giapponese: sono una grande fan dell'argomento... abbastanza appassionata da sapere che c'è sempre, sempre qualcosa di straordinario da imparare al riguardo! :D

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