domenica 9 ottobre 2016

Amanda Knox, Cafè Society, Star Trek Beyond, Ava's Possession recensione film

Amanda Knox, Cafè Society, Star Trek Beyond, Ava's Possession recensione film

Amanda Knox


Vi ricordate Amanda Knox, quella studentessa americana a Perugia che fu accusata di omicidio insieme al suo ragazzo pugliese Raffaele Sollecito e a Rudy Guede? Ebbene su questo fattaccio, dopo anni, Netflix ha voluto produrre un documentario focalizzandosi soprattutto sulle peripezie della stessa, sballottata dai media e dai tribunali qui e là fino alla sentenza finale sulla quale ancor oggi qualcuno storce il naso. Netflix ci ha abituato a numerosi documentari di un certo livello realizzativo, questo genere è uno dei fiori all’occhiello della piattaforma, anche qui a livello qualitativo ci porta fuori dagli stilemi classici televisivi, la narrazione crea personaggi, sonda zone d’ombra interessanti ma purtroppo nella maggior parte dei casi rimane nei cliché di caratterizzazione soprattutto per quanto riguarda la maggior parte dei personaggi satellite, come ad esempio il procuratore descritto come un novello Sherlock Holmes o la polizia e il sistema giudiziario italiano descritto come un “bunga bunga” o facilone all’”italiana” anche se fa un buon lavoro accusando giornalismo e media in maniera diretta e sincera. L’utilizzo della vera Amanda e Raffaele in alcune interviste recenti e di alcuni interessanti filmati di repertorio comunque ci inseriscono in un contenuto interessante seppur non asettico e indipendente ma piuttosto visto dal punto di vista americano, in poche parole i due documentaristi prendono in maniera evidente le parti della Knox mettendo al muro il modo di fare allegro e superficiale della giustizia italiana. Non vengono indagati i punti morti, la politica e come detto punti di vista differenti, ma l’opera che non dura molto e risulta molto accattivante dato l’argomento riesce a mantenere l’attenzione degli appassionati di giallo seppur non aggiungendo quasi nulla di nuovo al tutto. Insomma si continua sulla scia di Making a Murder e via dicendo in una forma stilistica sufficiente da far passare un’oretta senza sbadigli.
Voto: 6.5

Café Society

Titolo originale: Café Society
Conosciuto anche come: 
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 96'
Regia: Woody Allen
Sito ufficiale: www.marsdistribution.com

Cast: Jesse EisenbergKristen Stewart, Blake Lively,Steve Carell, Kelly Rohrbach, Anna Camp, Corey Stoll, Parker Posey, Judy Davis, Paul Schneider, Don Stark, Tony Sirico, Ken Stott, Lev Gorn
Produzione: Gravier Productions
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Data di uscita: Cannes 2016 - Out Of Competition
29 Settembre 2016 (cinema)

E’ strano che nonostante abbia visto tutta la monumentale filmografia di Allen e mi renda conto che la storia, i personaggi, le atmosfere, le dinamiche e gestioni siano un rimescolamento dell’enorme bagaglio di emozioni e opere prodotto precedentemente sia stato comunque ammaliato dal fascino elegante della storia e dal modo di porre un plot che all’apparenza sembra una commedia ma che alla fine della fiera si rivela pregna di concetti molto più cupi di quanto si creda, perfettamente nei termini nichilistici degli ultimi film alleniani. Siamo negli anni 30’ da New York a Hollywood si trasferisce un giovane ebreo in cerca di fortuna dal ricco zio, qui conoscerà una ragazza che ruberà i suoi sentimenti. Plot classicissimo, amore per le epoche passate, la contrapposizione New York/ Los Angeles, l’amore difficile e non ricambiato, gli ambienti chic e battute intellettualmente sagaci ed esistenzialiste, tutto a buon livello ma non ad eccellenza come avevamo visto in Annie Hall o Manhattan. Oltre ad un’ottima prova degli attori J. Eseinberg e K Stewart, molto affiatati, infatti hanno fatto coppia già in numerosi film e sono anche molto amici nella vita reale, di Steve Carrell, attore che sta azzeccando sempre più ruoli ultimamente, si nota un comparto tecnico elegante e felpato, alla fotografia Storaro ci ricorda e ammicca a quel “Manhattan” che tanto ha dato alla storia del cinema, la macchina da presa è stranamente più dinamica rispetto al solito e farcisce di piccoli piani sequenza la narrazione che viene aiutata talvolta da una voce fuoricampo ( lo stesso Allen ) molto romanzesca. C’è un po’ di Fitzgerald , un po’ di piccole situazioni scorsesiane in chiave comica e un po’ di nevrosi classica alleniana, sicuramente non tra i migliori del regista ma di sicuro tra i migliori dell’ultimo periodo.
Voto: 7

Star Trek Beyond

Titolo originale: Star Trek Beyond
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Fantascienza
Durata: 123'
Regia: Justin Lin
Sito ufficiale: www.startrekmovie.com
Sito italiano: www.startrek-ilfilm.it
Social network: facebook

Cast: Zoe Saldana, Simon Pegg, Sofia Boutella, Idris Elba, Chris Pine, Zachary Quinto, Karl Urban, Anton Yelchin, Deep Roy, Joseph Gatt, John Cho, Lydia Wilson, Priya Rajaratnam
Produzione: Bad Robot, Paramount Pictures, Skydance Productions
Distribuzione: Universal Pictures
Data di uscita: 21 Luglio 2016 (cinema)

Torna Star Trek, un franchise che ci mette sul piatto oramai situazioni che già conosciamo ma che fanno sempre piacere agli appassionati, ovvero l’elemento esplorativo finalizzato alla descrizione di nuovi mondi e quello pseudo politico riferito all’unità multiculturale. La sceneggiatura ed il plot, scritto da più persone tra le quali Simon Pegg ( nel film anche come Scotty ), parte da trame collaudate e attraverso frequenti toni scherzosi ci intrattiene senza finezze narrative. La gestione registica in toto non sembra differire dai precedenti anche se al timone non c’è più JJ Abrams ormai passato alla concorrenza . L’effettistica è notevole anche se troppo digitale, ma tra l’altro sarebbe stato difficile realizzare attraverso modellini i mondi descritti: una città dove la gravità segue norme differenti dal normale ed un pianeta roccioso e brullo. Il film non va comunque oltre quello che ci si potrebbe aspettare, è dignitoso, con scene d’azione abbastanza peculiari nelle inquadrature, forse il villain, sempre importante in questo tipo di film, poteva essere caratterizzato in maniera migliore così da rendere più avvincente lo scontro. Spruzzi di vintage qui è la che ricordano da lontano i Guardiani della galassia, e qualche autocitazione per il regista che ha realizzato alcuni Fast and Furious in una storia che passa come l’acqua, ma forse non è quello l’elemento interessante dell’opera quanto i rapporti tra i personaggi che si vanno meglio delineando di episodio in episodio come in una soap opera fantascientifica.
Voto: 6--

Ava's Possessions

Una ragazza sotto possesso demoniaco scatena il putiferio in città, dopo essersene liberata non ricorderà più nulla ma vorrà ricostruire le sue gesta nella speranza di cavarcene qualche spiegazione. Commedia horror, storia di possessione alquanto originale e fresca, i toni sono grotteschi, la gestione della regia funziona di rimando ovvero, luci al neon, recitazioni sopra le righe, zoom ed inquadrature sbieche. Il film di Galland è una commedia hipster che tenta di inserire un chiaro sottotesto nel plot che ha una struttura da giallo più che da horror, si perché di terrore ce n’è poco e la possessione è trattata nel film come una colpa più che un teatrino orrorifico. Il ritmo è ottimo, il senso di mistero tiene lo spettatore attento offrendo quel tanto per ridacchiare o di erotico per essere fuori norma. La pellicola che a tratti è più intelligente di quanto se ne possa credere assume una certa originalità per quanto riguarda il concetto di possessione come metafora della parte oscura dell’essere umano dicotomica tra il bene e il male. Divertente, b movie da guardare senza aspettarsi alto cinema d’autore ma film che assolve al suo compito anche con una certa vivacità, peccato per la parte finale risolutiva che perde un po’ di spigliatezza e si scolla nel cliché.
voto: 6.5



4 commenti:

  1. Mi segno l'ultimo.
    Visto Allen, tra questi, ed è discretamente piaciuto pure a me. Poi, nonostante la Lively, ho guardato la Stewart con gli occhi dell'amore. Carinissima. Qualche tempo fa, non l'avrei mai detto.

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  2. Tra questi ho visto solo Star Trek Beyond, che a me è piaciuto davvero molto :) Aspetto di recuperare il vecchio Woody!

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    1. non sono un appassionato della saga ma ne riconosco il valore di aintrattenimento...

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