domenica 23 ottobre 2016

Blood father, Man in the Dark recensione film

Blood father, Man in the Dark recensione film
Blood Father

Titolo originale: Blood Father
Conosciuto anche come: Herança de Sangue
Nazione: Francia
Anno: 2016
Genere: Azione, Thriller
Durata: 88'
Regia: Jean-François Richet
Sito ufficiale: 

Cast: Mel Gibson, Erin Moriarty, Diego Luna, Michael Parks, William H. Macy, Miguel Sandoval, Dale Dickey, Richard Cabral, Daniel Moncada, Ryan Dorsey, Raoul Max Trujillo, Brandi Cochran, Katalina Parrish, Cameron Cipta, Lucien Dale
Produzione: Why Not Productions
Distribuzione: 
Data di uscita: 2016 (cinema)


I film di produzione francese in cui i papà badass americani proteggono le loro figlie stanno diventando un sottogenere molto gettonato, qui ritroviamo Mel Gibson come un ex galeotto che dovrà difendere sua figlia dagli assalti di una gang messicana. Questo b movie action è basato su un romanzo, però la derivazione letteraria pare essere messa completamente al bando dato il livello dei dialoghi e dello scorrere delle scene che non paiono avere quel quid in più che avrebbe potuto avere una storia di derivazione romanzesca, i collegamenti e i colpi ti scena sono costruiti ad hoc attingendo in maniera completa dai cliché di genere senza mai tentare una strada nuova o più coraggiosa. Il tutto si rivela come una pseudo carrellata di scene action descrivendo le sottoculture californianane, in questo senso ricorda una episodio minore di breaking bad con i villain però molto più deboli e deludenti. La connection tra il buon Mel e il personaggio femminile di sua figlia poteva essere caratterizzata meglio e cade nel calderone delle innumerevoli storie già raccontate, ciò che funziona veramente è M. Gibson, infatti questo film forse è dedicato esclusivamente ai suoi fan, spacca i culi da ex alcolizzato e ex galeotto che volete di più? Forse ricercavano L. Neeson e non l’hanno trovato ma in questo senso ci hanno azzeccato lo stesso realizzando anche scene action che sono abbastanza credibili, purtroppo è tutto il resto che manca ovvero quel mix di coinvolgimento e pseudo originalità che avrebbe potuto far brillare il film. Forse un po’ sopravvalutato.

Man in the Dark

Titolo originale: Don't Breathe
Conosciuto anche come: A Man in the Dark
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Horror, Thriller
Durata: 88'
Regia: Fede Alvarez
Sito ufficiale: www.dontbreathe-movie.com
Social network: facebook

Cast: Dylan Minnette, Jane Levy, Stephen Lang, Daniel Zovatto, Sergej Onopko, Jane May Graves, Jon Donahue
Produzione: Ghost House Pictures, Good Universe, Sony Pictures Entertainment
Distribuzione: Warner Bros Italia
Data di uscita: 8 Settembre 2016 (cinema)

Ancora una volta Detroit, come il bellissimo “It Follows”, città a quanto pare difficile da digerire in questo periodo, F.Alvarez ci parla del marcio attraverso un gruppo di ragazzi che svaligiano case. Il gruppetto eterogeneo procede nelle sue imprese fino a quello che dovrebbe essere il più facile e il più pingue dei colpi, decidono di derubare un non vedente reduce di guerra che si crogiola in una casa desolata e lercia insieme ai suoi sonanti danari avuti in dote da gente ricca che indirettamente ha ucciso sua figlia. Il regista aveva esordito con il remake di “La casa”, operazione coraggiosa e per quanto mi riguarda onesta, qui non rinuncia ad uno stile sopra la media per quanto riguarda la gestione tecnica ma non si allontana troppo dai soliti cliché da horrorino americano anche se si nota una certa concentrazione in fase di scrittura scenica pro costruzione della tensione ma troppo superficiale nei dialoghi e nelle fasi finali. Home invasion che si ribalta più volte, ci regala colpi di scena e pretende solo di intrattenerci, in alcuni casi la regia è così elegante e metodica che sembra di vedere un film di Fincher, peccato gli attori e le loro caratterizzazioni siano poca cosa. Piccoli piani sequenza, un buio sfruttato in maniera sostanziale, trovate visive e fotografiche, jump scare che non disturbano, tutti elementi reiterati per una buona oretta e mezzo di tensione. Pellicola giusta se volete un thriller di solo intrattenimento senza pretese, siamo ancora all’esercizio di stile, forza Alvarez che se alla prossima azzecchi il casting e qualche dialogo decente in più si può puntare in alto!

4 commenti:

  1. Man in the dark non mi ha entusiasmato, Blood father lo vedrò a breve anche perchè il regista è quello dell'ottimo Nemico pubblico incentrato su Jacques Mesrine, anche se già so che questo sarà di tutt'altra - purtroppo - caratura.

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    1. blood father anche io lo aspettavo, purtroppo mi ha un po' deluso, man in the dark mi ha stupito la parte tecnica e una discreta tensione per almeno 3/4 di film...

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  2. Io l'ho trovato molto potente. Con me ha raggiunto del tutto il suo obiettivo, puntando sui sensi.
    Semplice ma disturbante al punto giusto, secondo me uno dei thriller "commerciali" più riusciti dell'anno.

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    1. si è vero raggiunge il suo obiettivo, e da questo punto che Alvarez ha i numeri per andare oltre il thriller commerciale crowd pleaser e passare a qualcosa di più sostanzioso anche in scrittura...

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