mercoledì 12 ottobre 2016

La battaglia di Jadotville, Last Cab to Darwin recensione film

La battaglia di Jadotville, Last Cab to Darwin recensione film

La battaglia di Jadotville

Director:

 

Writers:

  (based on the novel by)

Un capitano irlandese e la sua combriccola dovrà resistere all’assalto di svariati mercenari nel cuore del Congo. Dopo Beast of No Nation, riuscito film che aveva pure da sfondo un conflitto africano, Netflix produce un altro war movie ed utilizza un regista “novellino” famoso e stimato in patria per aver girato numerosi videoclip. Nota positiva della storia, forse tra i pochi elementi interessanti, è l’ambientazione, ci troviamo alle propaggini della guerra fredda, zone poco battute da Hollywood. Il core del plot è ovviamente la descrizione di come un gruppo di soldati poco esperti e con armi datate abbiano resistito a denti stretti contro mercenari ben addestrati di numero superiore, storia raccontata mille volte e se in più si aggiunge una sceneggiatura poco descrittiva dei personaggi e che non traccia in grassetto i villain, allora la frittata è fatta. Purtroppo la regia si concentra solamente sulle fasi di combattimento, ben girate in totale ma fa forse un po’ troppo ripetitive, se vi aspettate Spielberg ne siamo abbastanza lontani. Gli irlandesi non muoiono mai, i congolesi e mercenari muoiono a frotte e corrono verso le pallottole senza senso e cervello. Storia che doveva essere di grande impatto ma che non coinvolge, anche le scene di violenza sono forse troppo morbide mentre i retroscena politici sono solamente noiosi e non sono tesi a delineare un vero antagonista. La fotografia è vivida e rende l’idea della zona geografica, anche le varie nebbie di guerra e colori sono ben realizzati così come la parte tecnica. Gli attori sono utilizzati in maniera poco carismatica, peccato mortale in questo tipo di film. Opera che aveva un certo potenziale, ogni tanto anche Netflix fa cilecca.
P.S. non capisco perché il film abbia ricevuto numerose valutazioni positive. Saranno tutti irlandesi?
Voto: 5( mediocre, guardabile a tratti)

Last Cab to Darwin                                  

Director:

 

Writers:

  (play),  | 1 more credit »

Dall’Australia un road movie agrodolce attraverso l’outback, il regista Jeremy Sims ci descrive gli ultimi giorni di uno scorbutico e vecchio tassista che dopo aver scoperto di essere malato di cancro inizia una corsa contro il tempo per avere diritto all’eutanasia. Rex, il protagonista, vive nella città mineraria di Broken Hill, dovrà spazzolarsi più di 4000 Km tra lande desolate e polverose, bar dimenticati da Dio, buzzurri ladroni, fino a Darwin, città tropicale a Nord. Storia che ha la sua forza ovviamente nel viaggio e nel cambiamento, inutile dire come il paesaggio e le situazioni estranee a noi europei la facciano da padrone, infatti tutto il film funziona benissimo per almeno la metà, quando si è in viaggio col taxi la storia ha un marcia in più nonostante i personaggi e le situazioni sembrino piuttosto stereotipate. Il veterano protagonista offre una grande prova, ed il film diverte nonostante abbia l’anima del dramma, quando il tutto comincia farsi più serio il plot però si perde in vaneggiamenti mielosi inserendo personaggi evitabili e tirando troppo per le lunghe. L’opera sembra avere un atteggiamento non chiaro verso l’eutanasia ma non calandosi mai eccessivamente nel zuccheroso. Comunque il tutto risulta, nonostante sia di produzione australiana, coperto da quella patina da Sundance-indie che se usata troppo di solito fa sfiorire la storia. Insomma non è dichiaratamente acchiappa premi, ma nella parte finale cerca a tutti i costi di esserlo offuscando un po’ la prima parte scoppiettante. Interessante per chi vuole esplorare l’outback in taxi insieme ad un vecchio morente ed ad un giovane aborigeno alcolizzato.
Voto: 6.5 ( fa il suo dovere minimo, tanti difetti)

2 commenti:

  1. Il primo lo salto - nonostante sostanga che "Mister Gray" sia un ottimo attore, vadasi la miniserie irlandese The Fall -, mentre segno il secondo, che non conoscevo. :)

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    1. può essere, ma qui come tutti gli altri attori del film sembra impalpabile...

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