sabato 29 ottobre 2016

Neruda recensione film

Neruda recensione film
Neruda

Titolo originale: Neruda
Conosciuto anche come: 
Nazione: Argentina, Cile, Spagna, Francia
Anno: 2016
Genere: Drammatico
Durata: 107'
Regia: Pablo Larraín
Sito ufficiale: 

Cast: Gael García Bernal, Luis Gnecco, Mercedes Morán, Pablo Derqui
Produzione: AZ Films, Casting del Sur, Fabula
Distribuzione: Good Films
Data di uscita: 13 Ottobre 2016 (cinema)

Film del regista cileno Pablo Larraìn, tra i miei preferiti sudamericani, regista ormai che si è già imposto sul panorama internazionale e che questa volta cerca di svelarci un’immagine di Neruda alquanto atipica e lontana dalle descrizioni monolitiche che vengono fuori della maggior parte dei biopic, genere che può diventare stucchevole quando si parla di personaggi importantissimi e molto amati dalla cultura pop internazionale. 

Bisogna mettere in chiaro che Larraìn senza dubbio sceglie di descrivere il poeta non basandosi sul personaggio reale ma rappresentandone l’immagine riflessa dal mondo, la storia è pura finzione, una favola noir con tutti gli elementi di genere, metodo alquanto intelligente che rende il film stesso “nerudiano” piuttosto che un’opera di mera descrizione degli eventi biografici del Neruda stesso. La narrazione giocherella con le immagini, la regia si burla dello spettatore attraverso il montaggio, Larraìn trasforma quella che dovrebbe essere una pedante descrizione di un personaggio intoccabile, statutariamente riconosciuto e circondato da una certa reverenza in un soggetto pieno di contraddizioni, frivolo, grottesco; tutto questo trasformato attraverso il filtro del suo inseguitore, Oscar Peluchoneau forse il vero protagonista, poliziotto al servizio del governo a caccia dei comunisti. Il film è ambientato in un’epoca precisa, 1948, quando il poeta fu perseguitato dal governo anticomunista, quindi la struttura principale del plot è basata sull’inseguimento guardia-ladro che però viene sviluppato come un accavallamento di visioni metaletterarie e pseudorealistiche. 

Grande cinema, il film mi è piaciuto molto perché gioca con la finzione e con la realtà, con la relazione e affetto che ha il pubblico con Neruda sia se lo si conosce profondamente sia se lo si conosce solo di nome. Alla fine della fiera il film tratta della persecuzione di un personaggio che appare come un’icona pop inafferrabile, inseguito da chi è esso stesso il suo riflesso, ci sono tanti Neruda in questo film ma nessuno di questi lo è veramente. Finale che sfuma nel dubbio realtà/irrealtà perfetta funzione del delirio poetico narrativo che incastona l’opera come un lavoro di finzione non lineare che gioca intelligentemente con i linguaggi al fine di descrivere al meglio il poeta/politico che ne ha ispirato la storia.
voto: 9( non soddisferà tutti ma indubbiamente di grandissima qualità)
target: biopic d'autore



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