sabato 15 ottobre 2016

The Neon Demon recensione film

The Neon Demon recensione film
The Neon Demon

Titolo originale: The Neon Demon
Conosciuto anche come: 
Nazione: U.S.A., Francia, Danimarca
Anno: 2016
Genere: Horror, Thriller
Durata: 117'
Regia: Nicolas Winding Refn
Sito ufficiale: www.theneondemon.com
Sito italiano: www.midnightfactory.it/film/the-neon-demon
Social network: www.facebook

Cast: Elle Fanning, Christina Hendricks, Keanu Reeves, Jena Malone, Abbey Lee, Bella Heathcote, Desmond Harrington, Jamie Clayton, Taylor Marie Hill, Alessandro Nivola, Charles Baker, Cameron Brinkman
Produzione: Space Rocket Nation, Vendian Entertainment, Bold Films
Distribuzione: Koch Media
Data di uscita: Cannes 2016 - In Competition
08 Giugno 2016 (cinema)

Fischiatissimo a Cannes e odiato da parecchi, l’ultimo film del regista danese come ci si aspettava non è per tutti, potrebbe sorprendere sia in negativo che in positivo interfacciandosi in maniera diversa ad ogni spettatore. Refn parte dal suo stile pacato e che parla visualmente, lo affina ancor di più da quello che era Drive, che ad ora si può considerare come uno dei film più “pop” del danese, diventa sempre di più un autore in materia art house, molto probabile che se non vi è piaciuta l’ultima sua pellicola “Solo Dio Perdona” questo film lo odierete e se viceversa invece potrebbe affascinarvi ancor più. 

In superficie, si parla di una parabola horror allegorica, dove una giovane e bellissima modella è tormentata dalle sue colleghe, corpi artificiali di chirurgia plastica pieni zeppi d’invidia. Ciò che separa nettamente questa pellicola da un classico slasher è l’atmosfera ricreata dalla regia che lavora sull’estetica delle immagini. Refn è un famoso estimatore dei “gialli” all’italiana, quindi di Dario Argento e compagnia bella, le luci, non a caso i neon, sono ispirate in maniera piuttosto plateale a Suspiria, i tagli a Bava, ma c’è anche un po’ di Lynch nel modo di intendere i dialoghi e la narrazione. E’ tutto patinato, ogni inquadratura è super studiata, non c’è solo la ricerca del bello ma anche del simbolo, infatti rivedendolo si possono apprezzare ad ogni visione caratteristiche dell’immagine diverse che ne intensificano l’interpretazione. Punto focale della storia è Elle Fanning , la protagonista Jesse, sedicenne all’inizio delle riprese diciottenne alla fine, un po’ come nella storia stessa. Refn ha dichiarato in una recente intervista che se non avesse trovato un’attrice con il suo aspetto molto probabilmente avrebbe rinunciato al film, grazie all’occhio della moglie alla quale è dedicata l’opera riuscì a scritturarla. 

Tutti gli attori coinvolti sembrano degli automi, quasi degli extraterrestri fuori dalla realtà, sembra quasi fantascienza, tutto quello che vediamo è profondamente irreale nella forma ma realissimo nella sostanza. La narrazione è impreziosita da una colonna sonora notevole di Cliff Martinez, subdolamente elettro-pop al punto giusto. Di tanto in tanto si sfocia nel surrealismo e alcuni personaggi di contorno si scoprono pian piano solamente simbolici, così come un’ottima Jena Malone protagonista di un paio di scene che sbigottiscono lo spettatore e K. Reeves proprietario di un lercio motel. 

Senza scendere negli spoiler ci sono anche ammiccamenti al classico, riferimenti alla Bathory e a un vampiresco uso del gore, simbologia estremamente calzante con il mondo che Refn ha cercato di descrivere. Per tre quarti si procede in equilibrio fino al punto di rottura, poi horror erotismo estetico e simbolismo si intersecano in una baraonda di immagini senza freni, forse lì la regia avrebbe dovuto equilibrare meglio ma anche in questa maniera l’effetto rimane, Refn ci ha descritto con le immagini quello che c’è nella testa delle infelici protagoniste.

Voto: 8.5, rimane impresso sicuramente da vedere ( mi rendo conto, dato il genere di film che il voto questa volta più che mai è personale) :-)

5 commenti:

  1. Ce l'ho in rampa di lancio da un pezzo, e sono curiosissimo.
    Devo solo trovare il momento giusto per affrontarlo.

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    1. anche io ho aspettato il momento giusto, e per me ne è valsa la pena!

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  2. Sono più un fan della sostanza che della forma, ma The Neon Demon ha fatto eccezione. Mi ha affascinato molto. :)

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    1. Secondo me qui la sostanza è intrinseca alla forma, se ci pensi si parla del mondo fashion quindi potrebbe avere un senso tutta questa spocchiosità visiva. Io cmq sono un fan di Refn quindi il mio giudizio è più che soggettivo!

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  3. Io avrei messo anche 9, credo sia l'horror non horror più bello dell'anno. Affascinante è dir poco!

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