venerdì 11 novembre 2016

Ouija - L'origine del male, 7 minuti recensione film

Ouija - L'origine del male, 7 minuti recensione film
Ouija - L'origine del male

Titolo originale: Ouija 2
Conosciuto anche come: Ouija: Origin of Evil
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Horror, Thriller
Durata: 99'
Regia: Mike Flanagan
Sito ufficiale: www.ouijamovie.com
Sito italiano: www.ouija-origin-of-evil-it.tumblr.com
Social network: facebooktwitter

Cast: Kate Siegel, Henry Thomas, Doug Jones, Elizabeth Reaser, Lin Shaye, Parker Mack, Sam Anderson, Alexis G. Zall, Lulu Wilson, Annalise Basso
Produzione: Allspark Pictures, Blumhouse Productions, Hasbro, Platinum Dunes
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Data di uscita: 27 Ottobre 2016 (cinema)



Questo è il film prequel di Ouija(2014), produzione M. Bay di poco conto nel panorama horror moderno, qui si ritenta la strada cercando di cavar fuori dalla tavoletta Hasbro una saga, alla regia troviamo M. Flanagan regista piuttosto attivo, talento emergente e fautore di quella bella sorpresa che fu Oculus(2013). Come già detto bastava poco per migliorare la saga partendo dalle solite e imperturbabili premesse. “non bisogna mai scherzare con l’oscurità e il mondo dei morti”. La regia per aumentare la qualità del tutto segue la scia della retromania, ultima moda del cinema horror americano, il tutto è ambientato negli anni 60 e addirittura tecnicamente a livello di fotografia e montaggio assistiamo ad una ricerca piuttosto marcata del vintage. In questo senso e non solo, il film può essere inteso come uno dei “The Conjuring” minore, minore perché non ne raggiunge i livelli qualitativi anche se cerca di copiarne vivacemente le caratteristiche. Come i suoi ultimi lavori il film di Flanagan soffre di una prima parte troppo verbosa dove il 90% dei dialoghi sono mediocri per arrivare ad una risoluzione del terzo atto che non torna, anche per il mondo dell’horror americano. Meglio del predecessore? Si. Buon horror? Forse no, dato che una buona gestione registica comunque non fa da contraltare ad una buona scrittura, poca forza e terzo atto abbastanza superficiale. Spaventa a tratti con cliché e jump scare sconnessi ma buona atmosfera e discreti attori. Comunque critica e pubblico ne sono entusiasti, forse non ci avrò capito niente io …
voto: 5.5
trailer https://www.youtube.com/watch?v=TqF3z0ew9nw

7 minuti

Titolo originale: 7 minuti
Nazione: Italia
Anno: 2016
Genere: Drammatico
Durata: 88'
Regia: Michele Placido
Sito ufficiale: www.7minuti-ilfilm.it
Social network: facebook

Cast: Ambra Angiolini, Fiorella Mannoia, Maria Nazionale, Ottavia Piccolo, Cristiana CapotondiViolante Placido, Clemence Poesy, Sabine Timoteo, Ottavia Piccolo, Anne Consigny, Michele Placido
Produzione: GoldenArt Production, Rai Cinema
Distribuzione: Koch Media
Data di uscita: Roma 2016 - Selezione Ufficiale
03 Novembre 2016 (cinema)



Negli ultimi anni il cinema d’autore europeo e non solo ha cercato di descriverci in maniera realistica le conseguenze della crisi per i più deboli, dai Dardenne a S. Brizé scandagliando nelle storie dolorose di operai e gente sempre al limite della disoccupazione, M. Placido parte da qui creando un prodotto coinvolgente ma non all’altezza dei precedenti citati forse non riuscendo a eliminare quegli strascichi teatrali da cui il plot prende forma. Il gruppo di attrici protagoniste, qui operaie chiamate ad una scelta che è apparentemente facile ma difficilissima, sono il vero punto forte della pellicola, quasi una sorpresa data l’ottima intensità delle interpretazioni. La regia di Placido si atteggia al realismo anche se in alcuni casi la fotografia è più “estetica” del dovuto, la situazione da cui si dipana il plot che ad un primo acchito può sembrare inverosimile in realtà è tratta da una storia vera, non sto a dirvi perché il film si intitola 7 minuti poiché in una particolare scena si gioca proprio sul mistero, una busta chiusa contenente la richiesta della nuova gestione dell’azienda tessile per le loro operaie. Storia interessante, caratterizzazione dei personaggi un po’ superficiale e stereotipata con alcuni accadimenti “sbarazzini” di cui se ne poteva fare a meno ( vedi ragazza incinta). Uscito dalla sala il film fa comunque pensare, soprattutto a chi sta a cuore la condizione sociale di alcune categorie di lavoratori che ai giorni nostri sono quasi completamente dimenticate. Il tempo vola e c’è ritmo nonostante l’argomento serioso, l’impostazione è teatrale e dunque se conoscete e apprezzate le attrici protagoniste apprezzerete anche il film.
voto: 7--



2 commenti:

  1. M'ispirava Placido. Ouija visto e piaciuto, sarà perché il primo era tanto brutto da non crederci: sufficiente e nulla più, ma la confezione è affascinante. :)

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    Risposte
    1. di ouija la parte finale per me è indecifrabile oltre che derivativa... salvo solo l'atmosfera.. Placido mi ha stupito, l'ho visto al cinema a 2 euro...

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