giovedì 1 dicembre 2016

Kubo e la spada magica recensione film

Kubo e la spada magica recensione film
Kubo e la spada magica

Titolo originale: Kubo and the Two Strings
Conosciuto anche come: 
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Animazione, Avventura
Durata: 101'
Regia: Travis Knight
Sito ufficiale: 
Social network: facebooktwitter

Cast (voci originali): Art Parkinson, Charlize TheronRalph FiennesRooney MaraMatthew McConaughey, Michael Sun Lee, Cary-Hiroyuki Tagawa, George Takei, Minae Noji
Produzione: Laika Entertainment
Distribuzione: Universal Pictures
Data di uscita: 03 Novembre 2016 (cinema)


In un mondo fatto da sola CGI la Laika continua imperterrita a tramandare l’arte della stop-motion. Qui arriva a fondere in maniera perfetta la tecnica cinematografica “di pazienza” per eccellenza con dei magnifici fondali in computer grafica, da un punto di vista produttivo questa casa di produzione che ha avuto i sui fasti con i film realizzati da H. Selick, tra i miei preferiti Coraline, può essere considerata romantica sia nell’approccio artistico sia contenutistico. I film realizzati sono per ragazzi ma sempre ricchi di una certa profondità simbolica e tematiche ricercate che talvolta allontanano il vero target di riferimento, infatti Kubo e la spada magica è stato un flop degli incassi forse proprio per questo motivo nonostante sia un validissimo film d’animazione. 

Il comparto tecnico è squisito, dalla fotografia alla realizzazione dei pupazzi, in una scena compare il più grande mai prodotto, uno scheletro alto quasi 3 metri, il plot s’ispira alle numerose leggende orientali e prende elementi come la famiglia, il ricordo, il rapporto con il divino e li filtra attraverso un racconto magico e di ricerca ammorbidendo il concetto di perdita. Meno cura si è avuto in fase di sceneggiatura dove si passa per un secondo atto abbastanza stucchevole e copia di mille situazioni piuttosto che valorizzare quell’alone magico e misterioso della prima parte. Ancora parlando di scrittura, i personaggi e le situazioni che il protagonista dovrà affrontare sono studiate e simboliche ma i piccoli plot twist e alcuni dialoghi sono abbastanza banali per il tipo di film. Considerando i toni non so se i bambini potrebbero apprezzare in toto ma nemmeno sono sicuro che gli adulti possano passare senza smorfie la parte centrale. Verso il finale il tutto si fa interessante ritornando nei toni “Laika”, aggrappandosi ad una mitologia forse epurata per il pubblico occidentale la storia finalmente mette a fuoco la tematica e ci lascia un ottimo retrogusto orientale dominato dalla filosofia dicotomica della notte e il giorno, bianco e nero, fino a padre e madre non a caso in inglese il film si intitola Kubo and two strings.

Alla fine della fiera è il cartone che mi aspettavo, delicato e profondo, ma ne ho sofferto troppo la fase centrale una classica “quest” vista in troppi film.

P.S. Per chi ama il genere è una delizia visiva dall’inizio alla fine e per giunta avvolto da musiche magnifiche.
voto: 7+

3 commenti:

  1. Vero a metà soffre di un po' di lungaggine e di qualcosa di già visto, ma in generale funziona, anche a me è piaciuto molto ;-) Cheers

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  2. Non vedo l'ora di riuscire a guardarlo, visivamente sembra incredibile :)

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