mercoledì 25 gennaio 2017

Arrival recensione film

Arrival recensione film
Arrival

Titolo originale: Arrival
Conosciuto anche come: Story of Your Life
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Fantacienza
Durata: 116'
Regia: Denis Villeneuve
Sito ufficiale: www.arrivalmovie.com
Social network: facebook

Cast: Amy AdamsJeremy RennerForest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma, Mark O'Brien, Nathaly Thibault, Julian Casey
Produzione: 21 Laps Entertainment, FilmNation Entertainment, Lava Bear Films
Distribuzione: Warner Bros Italia
Data di uscita: Venezia 2016 - In Concorso
19 Gennaio 2017 (cinema)

La baseline del plot è abbastanza semplice, gli extraterresti un bel giorno appaiono sulla terra con le loro navicelle oblunghe alla Magritte in 12 punti del globo, una linguista tenterà di entrarci in contatto. Tanti film realizzati su questo concept, ma Villeneuve, interessante regista canadese, costruisce un film scifi molto peculiare pacato e profondo e a suo modo originale negli intenti, una sorta di “Contact” più intellettuale. 

Opera dove la narrazione registica è in simbiosi con il sottotesto generale del plot, sceneggiatura adattata in maniera più cinematografica possibile dal romanzo di provenienza. Da spettatore ho apprezzato molto come Villeneuve porti ad identificarsi con la protagonista, una sempre ottima Amy Adams, scopriremo come lei pian piano il perché di questa “visita” inusuale, la curiosità è un perno importante su cui gioca la storyline. I presupposti all’inizio potrebbero sembrare ridicoli ma alla luce di tutto e del finale, aspramente criticato ma secondo me interessantissimo e coraggioso in un tipo di prodotto come questo, trovano riscontro come costrutti di una simbologia da supporto ad una visione generale che va oltre la classica storia scifi avvicinandosi attraverso un poi non tanto velato studio meta cinematografico ad un concetto di circolarità passando per tutti i tipi di linguaggio, filmici e non( ok ho scritto una supercazzola, me ne rendo conto ma non volevo spoilerare, a fine visione forse la frase sarà più comprensibile, forse). Eleganza registica ormai collaudata da parte del canadese, ritmi blandi ma pregni, ottimi visual gestiti senza strafare, livelli di stimolazione per lo spettatore ottimi, la protagonista è una linguista quindi siamo in un intercapedine tra la scienza e l’umanistica, commistione esplosiva dal punto di vista intellettuale. Certo il film non è privo di difetti, vedi il largo uso dello stereotipo militaresco ed alcuni concetti scontati o semplicemente non spiegati, ma il film oltre che darci un “pizzicotto scientifico” fa una cosa che aveva provato Nolan con Interstellar e non ci era riuscito, emoziona. Gli alieni, il linguaggio e il contatto ad un certo punto passano quasi in secondo piano e fanno da sfondo a delle vicende umane perfettamente integrate al contesto, praticamente un miracolo in questo tipo di film. Raffinatezza anche visiva come già detto, ma anche musicale e scenografica, grande prova per Villeneuve che ci fa sperare bene per il prossimo remake di Blade Runner. Film fatto di spazi, attese, ricordi, dubbi e nebbie, un blockbuster fantascientifico d’autore che vorremmo vedere più spesso sugli schermi.
voto: 8++

4 commenti:

  1. Piaciuto molto, ma qualcosa non tornava nel finale. Forse troppo frettoloso? Comunque emozionante, girato da Dio e con una Adams splendida. :)

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    1. si, c'è qualcosa che poteva essere spiegata meglio ... ma il messaggio rimane...

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  2. Sono d'accordo! Non sono un amante del genere ma questo film sposa molto bene scienza e poesia (magici i flash)! Tecnicamente abbastanza ben fatto e gli stereotipi hanno il giusto e breve spazio, del resto servono a rendere il film piu' realistico, un po' ci vogliono, senno' :) Insomma sì perfezionabile forse ma: averne di film di fantascienza così! ;)

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    1. Si si, il regista promette bene per il prox blade runner..

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