domenica 8 gennaio 2017

Equals recensione film

Equals recensione film
Equals

Titolo originale: Equals
Nazione: U.S.A.
Anno: 2015
Genere: Drammatico
Durata: 101'
Regia: Drake Doremus
Sito ufficiale: www.equals-the-movie.com

Cast: Kristen Stewart, Nicholas Hoult, Guy PearceJacki Weaver, Kate Lyn Sheil, Toby Huss, Toby Huss, Soo-hyun, Scott Lawrence, Aurora Perrineau
Produzione: Route One Films, Scott Free Productions, Surefire Entertainment Capital
Distribuzione: Adler Entertainment
Data di uscita: Venezia 2015 - In Concorso
04 Agosto 2016 (cinema)

Sembra essere tornati alla vecchia Hollywood dove lo star system imperava e si facevano film solo per gli attori di richiamo, qui, infatti, viene adoperato lo stesso procedimento programmatico. Prendete il distopico e la fantascienza che va tanto di moda negli ultimi anni, mescolate con il romance inserendo due giovani protagonisti sulla cresta dell’onda e puff otterrete il botto… invece no, è successo qualcosa che non doveva succedere.

 Lo sceneggiatore, che poi è incredibilmente lo stesso del bellissimo “Moon”, evidentemente non ne voleva sapere di inventare qualcosa di nuovo e si è “appoggiato” ampiamente ai mondi di “Equilibrium” e “Gattaca”, utilizzando una orwellianità da copia carbone senza un minimo sforzo di originalità. I due protagonisti Kirsten Stewart e Nicholas Hoult s’innamorano in un mondo dove i sentimenti sono proibiti, un po’ “Romeo e Giulietta” un po’ “1984”. La regia si muove in un’atmosfera freddissima, aiutata da una fotografia chiara, luminosa e minimale, la macchina da presa è attenta ai movimenti facciali attraverso primissimi piani degli attori, questo espediente è adoperato però oltremisura e ripetutamente fino alla stucchevolezza. I due attori nella prima parte recitano in maniera assente, in assetto rispetto alla storia, il problema è che quando poi non dovrebbero esserlo più rimangono stabili senza avere una crescita o variabilità della performance. Ritmo lento che però risulta a tratti noioso per la ripetitività, le location non aiutano, troppo derivative, il tutto è stato girato in oriente, le strutture e l’urbanistica sembra sia stata ispirata da un noto architetto del Sol Levante però oltre l’equilibrio dei volumi ed il minimal non si ritrova nessun elemento innovativo che ci permetta di identificare il modo di “Equals” come originale. Visione asettica e poco dinamica di un futuro descritto alla vecchia maniera ( futuro vecchio ), dovrebbe crearci ansia ed empatia verso i protagonisti ma tutta la pellicola sembra ingolfata, funziona solo all’occhio ma la bella fotografia questa volta non passa ne per il cuore ne per il cervello. Decisamente da evitare per chi conosce il genere.
voto: 4.5

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