domenica 15 gennaio 2017

paterson recensione film

paterson recensione film
Paterson

Titolo originale: Paterson
Conosciuto anche come: 
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Drammatico
Durata: 113'
Regia: Jim Jarmusch
Sito ufficiale: 

Cast: Adam Driver, Golshifteh Farahani, Kara Hayward, Sterling Jerins, Jared Gilman, Luis Da Silva Jr, Frank Harts, Rizwan Manji, Jorge Vega
Produzione: Amazon Studios, K5 Film
Distribuzione: Cinema
Data di uscita: Cannes 2016 - In Competition
22 Dicembre 2016 (anteprima)
29 Dicembre 2016 (cinema)

Film osannato dalla critica però allo stesso tempo tacciato di superhipsterismo, Jim Jarmusch uno dei massimi esponenti della scena indie americana torna dopo la parentesi vampiresca e plasma una ode alla routine quotidiana. 

Adam Driver è un autista di autobus, si alza più o meno alla stessa ora, va a lavoro più o meno alla stessa ora, porta il cane fuori più o meno alla stessa ora e va a dormire più o meno alla stessa ora, almeno cinque giorni su sette. Quello che rompe la monotonia della sua vita è l’arte, scrive poesie minimaliste ed un po’ naif su un taccuino segreto, ascolta ed asseconda le stramberie della moglie, una ottima Farahani. Devo dire che l’impatto inziale per me non è stato tra i migliori, innanzitutto perché faccio fatica ad apprezzare la poesia come apprezzo ad esempio la pittura, il cinema o la fotografia, quindi per limitazione personale, poi l’impianto narrativo nelle prime battute è davvero ripetitivo per giunta accompagnato dalla lettura di poesie , e dato che poco sensibile in questo senso, tutto ciò non faceva che aggravare la situazione. Comunque la storia va avanti, tra camera fissa ed azioni ripetitive che diventano poi dolcemente familiari e pian piano il tutto prende forma, Jarmush ha voluto costruire un film concettuale. Perfettamente recitato, denso di simbologia, Paterson ( Adam Driver) guida un autobus ma ha una vita statica, la moglie "sembra" avere cattivo gusto in fatto di arte, le sue poesie "sembrano" troppo semplici e poco ispirate ma è completamente circondato da eventi ispiranti. Incastonati nella ruotine ci sono siparietti, piccoli drammi personali che sfociano anche nella risata, una cane che è un fuoriclasse indiscusso della recitazione e situazioni che apparentemente sembrano trascurabili ma non lo sono. E’ stato definito film poetico, secondo me giustamente, dato che il regista attraverso parallelismi arte/vita ci descrive la vita di una città di provincia, non lo consiglierei a tutti ma sicuramente alla fine della fiera la pellicola lascia qualcosa, un qualcosa che non è subito decifrabile, inafferrabile durante la visione ma che descrive perfettamente la vita di Paterson, scintilla sincera avviluppata da un’atmosfera piana.
voto: 7++

6 commenti:

  1. Molto nelle mie corde. Non vedo l'ora di vederlo. :)

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  2. ...ne sto leggendo in modo del tutto discordante...
    non so ancora se lo vedrò

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    1. se ti piace la poesia e il rapporto arte/vita reale è un prodotto abbastanza interessante ...

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  3. Bella recensione Naz,sono abbastanza d'accordo,anche sul voto. Se troverai uno streaming di "È solo la fine del mondo" fammelo sapere!

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    1. l'unico modo per vederlo è al lumiere nella Bella Bologna, ma ho intenzione di vedere Arrival domenica che aspetto da un po',meriterebbe il prezzo pieno... :-)

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