lunedì 27 febbraio 2017

Jackie film recensione

Jackie film recensione
Jackie

Titolo originale: Jackie
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Drammatico, Biografico
Durata: 91'
Regia: Pablo Larraín
Sito ufficiale: www.foxsearchlight.com/jackie

Cast: Natalie Portman, Greta Gerwig, Peter Sarsgaard, Billy Crudup, John Hurt, Richard E. Grant, Caspar Phillipson, John Carroll Lynch, Beth Grant, Max Casella, Sara Verhagen
Produzione: Fabula, Protozoa Pictures
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 23 Febbraio 2017 (cinema)

Adoro Larrain ed amo il cinema sudamericano, ma non è di questo che si sta parlando perché il regista cileno realizza qui per la prima volta un biopic in lingua inglese ( parziale, nel senso che si parla di una piccola porzione della vita di Jackie ) sotto l’ala protettiva d’Aronofsky rispettando ahimè un po’ troppo quelli che sono i criteri per arrivare alla sicura nomination ma senza purtroppo avere quello smalto ed arguzia artistica che avevo tanto apprezzato nelle sue opere precedenti.

 Chiunque si aspetti una grande prestazione della Portman non ne sarà deluso, così come non ne sarà deluso chi cerca la ricostruzione storica ed un’estetica cinematografica di gran gusto. Larrain ci accompagna nella residenza dell’ex first lady senza troppi virtuosismi ma mettendo subito in chiaro la qualità realizzativa del progetto, poi la storia salta avanti ed indietro temporalmente ai giorni di lutto successivi all’assassinio di Kennedy trasportandoci letteralmente nella testa di Jackie. Il cileno riesce ad inserire “filmati di repertorio” e spezzoni che “sembrano filmati di repertorio” senza stridere e trattando la residenza presidenziale come fosse una protagonista a se stante. La regia ci mostra il dolore ed il lutto ma la sceneggiatura con il passare dei minuti catalizza il tutto sfociando nella descrizione un po’ piatta dell’eredità politica dei Kennedy trasfigurata attraverso le “voglie di grandezza” di una Jackie in preda alla commozione. Sprazzi del Larrain che vorrei ci sono in alcuni colloqui tra Jackie e uno dei Kennedy, per la precisione il fratello di suo marito, dove in un dialogo serrato viene messa giustamente in discussione la figura del presidente assassinato. Tutto sommato il regista ha voluto seguire nei toni della narrazione quello che deve essere realmente stato il carattere di “Jackie” ma questo modo di fare secondo me ha contribuito ad una sconnessione tra l’ottima rappresentazione del lutto e la sua elaborazione, un po’ più forzata e retorica. Film che si prende i suoi tempi, dai ritmi lenti, che mette in risalto la protagonista, fatto per la Portman con delle musiche bellissime ed emozionanti, dissonanti e intime. Non per tutti, mi ha dato la sensazione di un film forse non completamente riuscito ma con una grande qualità di base.
voto 7

4 commenti:

  1. Ah, allora vedo che non ha entusiasmato neanche te.
    Come sai, troppo rigore per i miei gusti. Lei bravissima, ma così tanto da risultare artefatta. Sarà che il personaggio della first lady, più interessata allo status symbol che al resto, mi ha ispirato ben poca simpatia. E la Portman, per osmosi, ha fatto altrettanto. E un biopic che non ti svela mai realmente la sua protagonista, un dramma che non ti fa sentire il suo dolore, per me sono belli ma riusciti in parte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fondamentalmente non mi è piaciuto il concetto di "legacy"

      Elimina
  2. Non ho visto le altre pellicole di Larrain quindi non posso fare paragoni ma l'ho trovato un bellissimo film. L'unico difetto è che a mio avviso mostra troppo poco della "donna" Jackie, preferendo concentrarsi su un mix di verità e leggenda.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. infatti sono del tuo stesso avviso, tutta la parte della "leggenda" non mi ha garbato il resto si ...

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

condividi