domenica 26 marzo 2017

They look like people recensione film

They look like people recensione film

They Look Like People (2015)



Due lire, ma proprio due, una manciata di attori ( diciamo 3 ) e un regista che praticamente è un tuttofare, sembrerebbe la premessa di uno di quei filmetti fatti per la tesi all’università … ed invece no, questo thriller con venature horror è gestito come un prodotto solidissimo, girato bene e con un sottotesto finale inaspettato.

 Si parla di paranoia, come dal titolo “ Loro sembrano delle persone”, un uomo piuttosto travagliato crede di essere a conoscenza di un’imminente invasione da parte di alcune creature che si insinuano all’interno del corpo umano. Tema stra-abusato, ma sta proprio qui la peculiarità di questo prodotto low budget perché il regista si focalizza dapprima su una New York dalle tele piuttosto hipster, forse anche un po’ ritrite, dove si vezzeggia sulle problematiche dei trentenni nella grande mela poi pian piano i toni cambiano e la tensione cresce aiutata in più occasioni dal ritmo che seppur non incredibile è cesellato dall’essenzialità delle scene. Ripeto, ambienti minimali, la carenza pecuniaria si vede tutta, ma gli attori, sconosciuti, si muovono bene e il thrilling è avvolgente in parecchie occasioni anche grazie a degli effetti sonori calzanti e ronzii tesi. I personaggi sono sfaccettati, sono cangianti, sono come coperti da una patina che poco a poco verrà rimossa, in poco più di un’oretta notiamo vari aspetti di ogni carattere fino al bel finale di concetto che dà un significato non banale a tutto il film. Paranoia, occhi e facce che si torcono, il protagonista soffrirà di schizofrenia? I mostri esistono veramente? Chi è alla regia forse è un piccolo fan di Carpenter, la storia è semplice e il film scava nell’animo dei suoi protagonisti, bella sorpresa!

P.s. Spoiler
La maggior parte delle interpretazioni al film vertono sul classico “bromance” dato che i due amici alla fine si aiutano a vicenda, io invece oltre a questo chiaro sottotesto ho inteso la parte finale più da un punto di vista psicologico nel senso che il film porta avanti la tesi che se un folle viene assecondato fino a dimostrare l’infondatezza delle sue allucinazioni allora queste svaniranno, una cura dove ovviamente serve un sacrificio, un sacrificio fatto da chi se non dal migliore amico?
voto: 7--

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