lunedì 29 maggio 2017

silence recensione film

silence recensione film
Silence

Titolo originale: Silence
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Drammatico
Durata: 161'
Regia: Martin Scorsese
Sito ufficiale: www.silencemovie.com

Cast: Liam NeesonAndrew Garfield, Adam Driver, Ciarán Hinds, Tadanobu Asano, Rich Graff, Shin'ya Tsukamoto, Ryô Kase
Produzione: AI-Film, Cecchi Gori Pictures, SharpSword Films
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 12 Gennaio 2017 (cinema)


Ed eccolo qui il senso di colpa cattolico del Martin Scorsese, lo avevamo subodorato in altri suoi film ma qui prende forma vivida attraverso la storia di alcuni gesuiti e i loro conflitti interiori in terra nipponica, intorno al 1640 quando si andava violentemente sradicando il cristianesimo ed ogni occidentalismo in tutto il Sol Levante. 

Premetto che per me, che amo Scorsese, Silence non mi risulta tra i suoi migliori causa problemucci narrativi, ma quello che viene messo in scena e sviluppato con grande abilità autoriale è di grande qualità e si avverte la prepotente e particolare affezione che evidentemente il buon Martin aveva nei confronti di questa tematica. Questo film è l’arte della messa in scena, i personaggi schiacciati dalle loro convinzioni e decisioni, soffrono, vagano per un Giappone umido, “un pantano dove le radici hanno difficoltà ad attecchire”. Pellicola estremamente coinvolgente non solo per chi è interessato alla questione di fede ma anche per chi vuole conoscere meglio una storia che i nostri libri di scuola non trattano mai ovviamente prediligendo le vicende europee, infatti Scorsese si addentra di rimando anche in questioni storico e socio politiche che cercano di delineare l’entità di un paese singolare come Il Sol Levante, isolazionista e tradizionalmente nazionalista fin dai suoi albori. Ad un certo punto il film sembra un “Salvate il soldato Ryan” però a “botta di fede” e benedizioni, la regia reitera la violenza, sacrificando troppo il ritmo a favore della radicalizzazione del dolore, nonostante il film sia lunghetto con qualche fase di stanca, la sceneggiatura , tratta dall’omonimo romanzo, ci permette l’immersione completa nei caratteri e in un atmosfera “esotica” che pare paleocristiana. Scorsese ha voluto mettere in scena le sofferenze interiori di un cattolico, cosa che lo ha riguardato da vicino, ma ha cercato di essere anche universale attraverso un'analisi sfumatamente politica che è importantissima quando si parla di rapporti occidente oriente a livello storico, ovvero il ghigno di superiorità dell’europeo a braccetto con il pio cattolicesimo. Completamente diverso dal suo ultimo lavoro, Silence di Scorsese, non risulta ne un esercizio di stile ne una mera dimostrazione di qualità, ma è un intelligente, personale e sofisticata rappresentazione dei processi mentali di un vero cattolico, con tutti i suoi significati connessi. Però forse è servito più a lui che a noi.
voto 7.5

2 commenti:

  1. Per essere il film che inseguiva da una vita, è riuscito piuttosto bene, di solito il film Chimera per i filmaker diventa il mostro che affonda le carriere, Zio Martino ha superato bene la prova. Certo il tema non è “Sexy” ne leggerissimo, ma le tre ore mi sono abbastanza volate, non è uno dei suoi migliori film, ma ho comunque apprezzato ;-) Cheers

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

condividi