domenica 21 maggio 2017

Smetto quando voglio - Masterclass recensione film

Smetto quando voglio - Masterclass recensione film
Smetto quando voglio - Masterclass

Titolo originale: Smetto quando voglio - Masterclass
Conosciuto anche come: Smetto quando voglio 2, Smetto quando voglio - Reloaded
Nazione: Italia
Anno: 2017
Genere: Commedia
Durata: 118'
Regia: Sydney Sibilia
Sito ufficiale:  

Cast: Edoardo Leo, Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Pietro Sermonti, Greta Scarano, Luigi Lo Cascio, Peppe Barra, Giampaolo Morelli, Marco Bonini
Produzione: Groenlandia, Fandango, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 02 Febbraio 2017 (cinema)


Tornano i criminali più colti del panorama italiano, se il primo della serie si rifaceva più a serial televisivi alla “breaking bad” quest’ultimo è molto simile alla trama generale di un cinefumetto alla “Sucide Squad” … i nostri eroi potranno uscire di prigione con la fedina penale pulita se e solo se riusciranno a ripulire Roma dalle smart drugs. Vengono aggiunti nuovi personaggi ai precedenti, direi con successo, però ad uno spettatore che si accosti a quest’opera senza aver visto le avventure del gruppo ex ante risulterebbe un po’ difficile apprezzare le caratterizzazioni della core band. 

La regia è la stessa, meno acidula ma lo stesso sperimentatrice, è palese il numero minore di battute sbellicanti e si perde per strada l’afflato di satira politica a favore di un’atmosfera thriller/ action commedia che in Italia si vede poco. Tipologia di saga e modalità produttive forse senza precedenti Italia, e di buon successo, infatti la pellicola è un’opera di mezzo completamente asservita al prossimo step girato in fieri. Masterclass non ha l’impatto del precedente ma alza il livello qualitativo della storia e realizza un action comedy che è veramente un oggetto strano nel panorama italiano, attendo il film di chiusura.
voto 6.5

1 commento:

  1. Il primo lo avevo trovato bellino ma molto molto sopravvalutato.
    Questo, visto quando è uscito e mai commentato sul blog, è piacevole ma tutta quell'autoreferenzialità mi ha infastidito. Un po' ingiustificata, trattandosi di un'opera seconda.

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