sabato 5 agosto 2017

Ghost in the shell recensione film

Ghost in the shell recensione film
Ghost in the Shell

Titolo originale: Ghost in the Shell
Conosciuto anche come: 
Nazione: U.S.A.
Anno: 2017
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 120'
Regia: Rupert Sanders
Sito ufficiale: www.ghostintheshell.tumblr.com
Social network: facebook

Cast: Scarlett JohanssonTakeshi KitanoJuliette BinocheMichael Pitt, Pilou Asbæk, Kaori Momoi, Chin Han, Danusia Samal, Lasarus Ratuere, Yutaka Izumihara, Tuwanda Manyimo
Produzione: DreamWorks SKG, Grosvenor Park Productions, Paramount Pictures, Seaside Entertainment
Distribuzione: Universal Pictures
Data di uscita: 30 Marzo 2017 (cinema)

A quanto pare che Ghost in the shell ( animazione ) sia un capolavoro è abbastanza unanime e che film come Matrix debbano molto a quelle atmosfere scifi pregne di filosofia è un dato di fatto.
 La parola chiave per differenziare questo prodotto dal suo orginale è proprio “filosofia”, quella brezza intimamente psicologica che accompagna un plot scifi rendendolo superiore al prodotto blockbuster medio, qui questo aspetto manca il target appiattendosi per un generico pubblico a caccia di spari e botte. 

Comunque il film ha una certa ricercatezza estetica, Johnny Mnemonic, Matrix, lo stesso Ghost in the shell, Under the skin e addirittura le giapponesate noir e umide alla Blade Runner. La storia sembra complicata, poiché cercano in tutti i modi di sottintendere l'ambientazione, come se tutti fossero esperti del prodotto d’animazione a cui è ispirato il film, ma in realtà è una classica trama dall’atmosfere vagamente noir dove la protagonista che ha un cervello impiantato in un corpo robotico è in cerca della sua identità.

 Tante occasioni d’approfondimento in materia gettate al vento, CGI che spicca ma non da fastidio più di tanto e scene action che finalmente non durano mezz’ora ogni volta, sono più asciutte e godibili. Certo, i ritmi talvolta sono troppo blandi in situazioni dove lo spettatore già intuisce il resto e la prova algida della protagonista non aiuta nonostante è il suo corpo che parli, fortuna che la fotografia contribuisce all’attenzione. 

Insomma Ghost in the shell non si discosta dalla serie di blockbuster dell’ultimo periodo fatto per gente che accede già stanca in sala, seppur non bellissimo segue un suo filo logico e finisce per affascinare per le atmosfere lasciando un retrogusto di occasione mancata.

P.s. grande Kitano che in due tre scene ti far venir voglia di recuperare la sua filmografia
voto 6--

4 commenti:

  1. Kitano è grande, penso che però è anche la cosa migliore del film, ho preferito di gran lunga l'anima originale. Cheers!

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    1. beh di sicuro. Nemmeno i produttori secondo me aspiravano a tanto :-)

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  2. Questo, quasi quasi, potrei recuperarlo in periodo di magra.

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