giovedì 28 settembre 2017

Baby driver il genio della fuga recensione film

Baby driver il genio della fuga recensione film
Baby Driver - Il genio della fuga

Titolo originale: Baby Driver
Conosciuto anche come:  
Nazione: Regno Unito, U.S.A.
Anno: 2017
Genere: Azione, Thriller
Durata: 113'
Regia: Edgar Wright
Sito ufficiale: www.babydriver-movie.com

Cast: Ansel Elgort, Jon Bernthal, Jamie FoxxKevin Spacey, Jon Hamm, Eiza Gonzalez, Micah Howard, Lily James, Morgan Brown, Sky Ferreira, Ben VanderMey, Wilbur Fitzgerald, Flea, R. Marcos Taylor, Jeff Chase
Produzione: TriStar Pictures, Working Title Films, Double Negative
Distribuzione: Warner Bros Italia
Data di uscita: 07 Settembre 2017 (cinema)


Il film si apre con un incipit folgorante che mette subito sul piatto tutti gli elementi interessanti dell’opera, il giovane “Baby” è un autista, però uno di quelli che accompagna i cattivoni a rubare in banca alla “Drive”, per intenderci, e sembra tra le nuvole perché ascolta musica alle cuffiette per coprire il brusio di un acufene, ma è un piccolo genio a “sgusciare via”, e proprio per questo subito dopo la rapina Baby e i rapinatori schizzano per le strade portandosi dietro la polizia. 

Veniamo subito immersi in sequenze spettacolari di prim’ordine costruite attraverso un montaggio iper-cinetico ed esteticamente riconoscibile in quello di Wright, autore inglese che ho tanto amato per la mitica “trilogia del cornetto”.

 Un altro elemento caratterizzante è la musica ( retrò come i Guardiani della Galassia .. va di moda adesso), i brani che ascolta il protagonista vengono usati in maniera diegetica all’interno del film in modo molto simpatico ed anche l’ambiente esterno talvolta sembra rispettare i ritmi musicati, la musica è talmente importante in questo film che è stato ribattezzato come un piccolo “ La La Land ” action, anche alla luce dell’elemento romantico che è la polpa molle del plot. 

Forse tra le scene d’inseguimento migliori degli ultimi anni, regia tecnica che porta ad un alto grado di qualità l’intrattenimento, dal montaggio alla fotografia, ai movimenti macchina, però qui le ellissi e i piccoli piani sequenza sono più uno sfoggio che calzanti (come ad esempio avevamo visto in “Shaun of the dead”). Comunque ritmo sostenuto, attori in palla, un super cast, però i personaggi fanno un po’ troppo quello che dovrebbero fare, 

Il mitico Kevin Spacey fa l’Underwood, Jon Bernthal fa Brad Bodnick, il protagonista ha problemi ma è un genio in tutto ed è “superbuono”, insomma cose così e via dicendo. Al di là della trama generale scontata ed una caratterizzazione dei personaggi secondo me poco ispirata ( A parte la storia delle cuffiette) mi è sembrato di notare un ridimensionamento nella spigliatezza della scrittura da parte del regista, forse perché nei precedenti film c’era anche S. Pegg. 

A me piaceva un sacco l’approccio della trilogia del cornetto, rivoglio quel tipo di cinema da questo tipo di regista senza nulla togliere a questo film che è “l’intrattenimento all’americana” come dovrebbe essere.

P.s. sarò troppo acido ma la mielosità del finale non si può proprio guardare … è quello che mi ha fatto crollare un po’ le braccia …
voto 6.5

4 commenti:

  1. Il secondo tempo non ha il ritmo del primo, poi in generale è una spanna sotto la trilogia del Cornetto, ma vorrei sempre vedere film minori girati con questo brio e con questo talent nel montaggio ;-) Cheers

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    1. ottimi inseguimenti e qualità di regia, la scrittura mi ha un po' deluso, cmq buon intrattenimento come dovrebbe sempre essere

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  2. Edgar Wright ha rivelato un interessante dettaglio relativo alla collaborazione con Quentin Tarantino in occasione delle fasi che hanno portato alla realizzazione del film. Nel commento audio presente nei Dvd e Blu-Ray il filmmaker svela infatti che l'amico e collega aveva letto la sceneggiatura del progetto e aveva proposto la canzone Deborah di Dave Edmunds per la sequenza in cui si introduce il personaggio interpretato dall'attrice Lily James. Wright, tuttavia, non la considerava adatta all'atmosfera della sequenza perché il brano parla di una donna che si comporta in modo negativo: "Ho pensato 'Non so se voglio utilizzare questa canzone'". La scelta è quindi ricaduta su Deborah di T.Rex, brano considerato ben più in linea con la giovane che attira l'attenzione di Baby.

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    1. non sapevo il Tarantino voleva metterci le mani :-)

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