domenica 29 ottobre 2017

It film recensione

It film recensione
It

Titolo originale: It
Conosciuto anche come: 
Nazione: U.S.A.
Anno: 2017
Genere: Horror
Durata: 135'
Regia: Andrés Muschietti
Sito ufficiale: www.itthemovie.com

Cast: Bill Skarsgård, Finn Wolfhard, Javier Botet, Sophia Lillis, Jaeden Lieberher, Nicholas Hamilton, Megan Charpentier, Steven Williams, Wyatt Oleff, Owen Teague
Produzione: New Line Cinema, KatzSmith Productions, Lin Pictures
Distribuzione: Warner Bros Italia
Data di uscita: 19 Ottobre 2017 (cinema)




Continua la scorpacciata Kingiana, finalmente il film sull’attesissimo It, da un romanzo mastodontico, opera horror chiave del tardo novecento americano. It è innanzitutto un’operazione commerciale d’incredibile lucidità e competenza, l’horror dei record, è tutto studiato al millimetro per beccare due piccioni con una fava, la fascia adolescenziale che sbava per “Stranger things” e i più grandicelli, curiosi dopo il libro cult e la bruttina miniserie tv con un pagliaccio marcio che faceva una maledettissima paura. 

L’argentino Muschietti ha avuto un compito arduo nel rendere le atmosfere, le sottotrame e i legami tra i personaggi del libro, ovviamente come ci si poteva aspettare diverge e semplifica, utilizza una modalità tensione standard, esagera con gli Jump Scare ma ne azzecca anche qualcuno, è un classico film blumhouse però con i soldi per quanto riguarda la parte horrorifica. Il regista non rende il pagliaccio iconico, giustamente ridimensionandolo, forse bloccando la buona prova dell’attore, ma tanto meglio, pennywise non si mangia il film e si da spazio alle interconnessioni tra i personaggi che è l’elemento più riuscito.

 L’aspetto Amblin è quello che salta all’occhio e rimane dopo la visione, la ricostruzione degli anni 80’ che esistono e sono stati creati solo nel cinema e per il cinema, genere che ha attinto anche dallo stesso King, quindi siamo di fronte ad un cane che si morde la coda. Come dicevo, oltre alla buonissima confezione, il film si fa forte dell’interpretazione dei giovani protagonisti, tra cui spicca giocoforza Sophia Lillis ( Beverly ). 

Ricapitolando il film è distinguibile in due parti, io almeno la vedo così, una prima dove il regista adopera i trick base horror in maniera piuttosto ordinaria e ripetitiva ed una seconda dove scolpisce meglio la pellicola raccontandoci una storia collaudata ma efficiente. Piacevole alla visione, ma non mi ritrovo con le critiche entusiastiche d’oltreoceano, diciamo che è facile gasarsi solo perché c’è” It il pagliaccio” ma se ci fosse stato un altro baubau più sfigato sarebbe stato niente più di un horror ad ampio target che fa il suo.
voto 6++

p.s. spoiler
Il regista si era messo in mostra con “La madre”, ben fatto dal punto di vista dell’estetica e dell’atmosfera gotica, qui riesce a creare un paio di scene molto buone ( vedi quella del bagno e del videoproiettore che ritengo una genialata ) però scade troppo nella ripetizione destabilizzando la tensione, paradossalmente è la parte teen che funziona meglio, quindi, secondo me se cercate disagio rimarrete piuttosto delusi, se cercate un racconto di formazione piacevolmente intriso di genere, fa al caso vostro.

5 commenti:

  1. It è soprattutto un coming of age, quindi sono felice che Muschietti abbia centrato quel punto. La coesione, la magica alchimia, tra i bambini. Mi ha emozionato per quello, ma concordo sulla ripetitività in cui It si manifesta. Come ho detto, esce sempre alla stessa maniera: sembra un pupazzo a molla.

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    1. si, vero la crescita dei ragazzini ed il loro rapporto è la cosa più riuscita del film.
      hahah è vero it sembra un pupazzo a molla :-)

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  2. Da non amante del genere l'ho più che apprezzato proprio per questa attenzione rivolta più ai legami e alle emozioni dei ragazzi in un'estate che rappresenta la loro adolescenza. Mi è piaciuto molto proprio l'equilibrio che si è creato tra il Club e It, figura che, per la sua "ingombrante tradizione", rischiava di oscurare tutto il resto. :D

    Buona serata,

    Fede.

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    Risposte
    1. infatti, il gruppo, è l'elemento più riuscito del film ... vedremo cosa combineranno nella seconda parte

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